(Teleborsa) - Seduta in rosso per le Borse europee, con gli investitori che monitorano l'inizio della stagione delle trimestrali e l'escalation delle tensioni in Medio Oriente, che minaccia di interrompere nuovamente le forniture energetiche e rafforza i timori di inflazione. La narrativa di de-escalation emersa in seguito al memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran del mese scorso e al conseguente cessate il fuoco di 60 giorni si è deteriorata in modo sostanziale con la ripresa delle ostilità: Washington ha ripreso gli attacchi contro le posizioni iraniane, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz continua a diminuire e il Brent è risalito verso gli 86 dollari al barile.
Sul fronte macroeconomico, l'Istat ha confermato stamattina i dati sull'inflazione di giugno, mese in cui c'è stata una leggera decelerazione su anno. Secondo la lettura finale, l'indice dei prezzi al consumo è risultato invariato a livello congiunturale a fronte di un aumento tendenziale del 3%, dopo il +0,4% e il +3,2% di maggio. Sempre in Italia, a maggio l'avanzo della bilancia commerciale è stato pari a 4,793 miliardi di euro rispetto al surplus di 6,103 miliardi dello stesso mese del 2025; nel quinto mese dell'anno a livello tendenziale sono cresciute del 4,1% e le importazioni del 7,3%, da +9,1% e +5,6% rispettivamente ad aprile.
Tra le singole società, Uber ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto che valuta Delivery Hero a circa 14,8 miliardi di dollari, ABB ha annunciato l'acquisizione da 5,5 miliardi di dollari della società di automazione Rotork, Publicis ha registrato un aumento dei ricavi nel primo semestre trainato dalla forte domanda di servizi di marketing basati sull'intelligenza artificiale.
Sostanzialmente stabile l'euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,145. Giornata da dimenticare per l'oro, che scambia a 3.994,7 dollari l'oncia, ritracciando dell'1,63%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) è sostanzialmente stabile su 79,76 dollari per barile.
Balza in alto lo spread, posizionandosi a +80 punti base, con un incremento di 3 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,94%.
Tra i listini europei soffre Francoforte, che evidenzia una perdita dello 0,84%, senza slancio Londra, che negozia con un -0,15%, e si muove sotto la parità Parigi, evidenziando un decremento dello 0,60%.
Prevale la cautela a Piazza Affari, con il FTSE MIB che continua la seduta con un calo dello 0,62%; sulla stessa linea, cede alle vendite il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 54.773 punti. Sulla parità il FTSE Italia Mid Cap (+0,17%); poco sotto la parità il FTSE Italia Star (-0,5%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza Fincantieri (+1,86%), Unipol (+1,41%), Stellantis (+1,34%) e Campari (+1,15%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su STMicroelectronics, che ottiene -4,62%. Preda dei venditori Prysmian, con un decremento del 3,24%. Si concentrano le vendite su Buzzi, che soffre un calo del 2,49%. Vendite su Poste Italiane, che registra un ribasso del 2,37%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, De' Longhi (+8,15%), SOL (+2,97%), Intercos (+2,96%) e MARR (+2,65%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Sesa, che continua la seduta con -14,00%. Tonfo di WIIT, che mostra una caduta del 5,78%. Lettera su LU-VE Group, che registra un importante calo del 4,13%. Seduta negativa per Fiera Milano, che mostra una perdita del 2,80%.