(Teleborsa) - Il CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena rileva che il premio dell'OPAS di Intesa Sanpaolo risulta inferiore rispetto alla media delle operazioni comparabili nel settore bancario italiano e che, sulla base dei prezzi di mercato attuali, l'offerta esprimerebbe addirittura uno sconto. Vengono inoltre messe in discussione le sinergie annunciate da Intesa Sanpaolo, giudicate elevate rispetto ai benchmark di settore, oltre a diversi profili di incertezza legati ai rischi Antitrust, alla cessione di un compendio a Unipol e al trattamento della partecipazione in Generali ai fini del Danish Compromise. È quanto si legge in una nota che riporta le prime osservazioni del board della banca senese.

Scendendo nei dettagli, viene affermato che il premio del corrispettivo offerto, pari a +12,5% rispetto al prezzo del giorno prima l'annuncio, è "inferiore al livello medio di premio osservato in offerte pubbliche volontarie di acquisto e/o scambio comparabili nel settore bancario italiano, pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del giorno precedente l'annuncio e a circa il 41% rispetto al prezzo medio ponderato a un mese". Inoltre, sulla base dei prezzi ufficiali al 15 luglio 2026, il corrispettivo esprime uno sconto di circa 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell'azione MPS. Tale sconto risulterebbe ulteriormente ampliato a circa 6,2% qualora si considerasse il prezzo di Intesa Sanpaolo aggiustato per il dividendo interim che Intesa Sanpaolo stessa ha in programma di distribuire a novembre di quest'anno nell'ammontare atteso dal mercato.

L'offerta attribuisce a MPS una valorizzazione complessiva pari a circa 30,6 miliardi di euro, corrispondente a un differenziale di circa 3,4 miliardi rispetto alla capitalizzazione di mercato della banca antecedente all'annuncio. Tuttavia, "tale maggior valore rappresenterebbe soltanto una quota limitata del valore stimato delle sinergie prospettate dall'offerente e non sembra riflettere, tra l'altro, il cambio di controllo e il successivo break-up di MPS". Inoltre, il corrispettivo implica "un disallineamento tra il peso relativo di MPS sulla base di metriche patrimoniali e la partecipazione in Intesa Sanpaolo riconosciuta ai suoi azionisti dall'offerta. La banca contribuirebbe circa il 34% del patrimonio netto tangibile combinato, mentre agli azionisti MPS verrebbe riconosciuta una partecipazione pari al 22% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo attraverso l'offerta".

La dimensione delle sinergie annunciate "appare elevata rispetto alla dimensione economica del perimetro MPS oggetto della combinazione con Intesa Sanpaolo". Le sinergie di ricavo corrispondono, infatti, a circa il 24% dei ricavi 2025 del perimetro MPS (circa il 4% dei ricavi della combinazione), mentre le sinergie di costo rappresentano circa il 63% della base costi 2025 del perimetro MPS (circa il 10% dei costi della combinazione). Tali valori "risultano superiori rispetto a quelli osservati in operazioni di aggregazione comparabili nel settore bancario italiano, nelle quali le sinergie di ricavo e di costo sono risultate mediamente pari a circa il 7% della base ricavi e il 25% della base costi della società target", si legge nella nota.

Il CdA di MPS osserva anche che il total shareholder return registrato da Intesa Sanpaolo dal 2023 ad oggi è risultato inferiore a quello del settore bancario nel suo complesso. In particolare, nello stesso periodo, le azioni Intesa Sanpaolo hanno registrato un total shareholder return pari a circa il 226%, a fronte di un total shareholder return del 424% delle banche italiane e del 250% delle banche europee. Nello stesso arco temporale, il titolo MPS ha registrato un total shareholder return pari a circa il 467%. Inoltre, ricevendo prevalentemente azioni Intesa Sanpaolo quale corrispettivo dell'offerta, gli azionisti MPS rimarrebbero esposti ai rischi di esecuzione, integrazione e realizzazione delle ipotesi industriali sottostanti all'operazione, inclusi i rischi connessi a una possibile erosione delle quote di mercato nelle attività di commercial banking, che secondo i dati comunicati da Intesa Sanpaolo risultano in riduzione negli anni dal 2021 al 2025, periodo successivo all'integrazione di UBI Banca.

Sul fronte dei rischi Antitrust, ci sono "elementi di incertezza in merito alle valutazioni che le competenti autorità potranno effettuare con riferimento all'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo della partecipazione detenuta da BMPS tramite Mediobanca in Assicurazioni Generali, avuto riguardo al ruolo di rilievo ricoperto da entrambe le società nel mercato italiano dell'assicurazione vita, nonché ai possibili riflessi sugli equilibri concorrenziali, sugli assetti di governance e sulle dinamiche commerciali e strategiche dei soggetti coinvolti".

Sulla partecipazione in Generali ai fini del Danish Compromise, il CdA di MPS rileva che "una parte significativa dei benefici patrimoniali prospettati dall'offerente, e, conseguentemente, della tesi di creazione di valore, appare dipendere da presupposti regolamentari e strutture articolate ad oggi non note che richiederanno il vaglio delle Autorità competenti; tali presupposti regolamentari non possono essere, quindi, considerati acquisiti".

Per quanto riguarda la cessione di un compendio ad Unipol, viene fatto notare che "il corrispettivo pagato da Unipol implicherebbe un multiplo P/E di circa 7,6x, inferiore rispetto ai multipli medi di valutazione osservati per le banche italiane, circostanza che solleva interrogativi in merito all'allocazione del valore nell'ambito dell'Offerta e del premio riconosciuto agli azionisti MPS".

Vengono anche espresse preoccupazioni sui rischi per il franchise di BMPS, il suo ruolo nel sistema economico del Paese e il marchio storico, osservando che la "la disaggregazione di BMPS e l'allocazione delle sue attività tra soggetti differenti potrebbero comportare un indebolimento per MPS del modello di banca di prossimità, delle capacità decisionali radicate nei territori, della continuità delle relazioni storicamente sviluppate con famiglie, PMI, imprese e istituzioni, nonché del ruolo svolto dalla banca quale punto di riferimento per il tessuto economico e sociale delle aree nelle quali MPS vanta una presenza storica e profondamente radicata".

Il CdA di MPS proseguirà a valutare l'offerta promossa da Intesa Sanpaolo in modo approfondito, nel rispetto dei propri doveri fiduciari e nell'interesse di tutti gli stakeholder di MPS. Il CdA continuerà al contempo a mantenere la propria attenzione sul piano di crescita della banca, sull'esecuzione dell'integrazione con Mediobanca e sull'analisi delle opzioni strategiche disponibili, inclusa la proposta di aggregazione con Banco BPM.