(Teleborsa) - Il Fondo Monetario Internazionale ha confermato le proprie stime di crescita sul PIL italiano allo 0,5% per il 2026 e il 2027, sostenuta dagli investimenti del PNRR, mentre l'inflazione headline è attesa salire al 2,9% quest'anno per poi restare sopra il 2% nel 2027. Il Consiglio Esecutivo del Fondo ha infatti concluso la Consultazione ai sensi dell'Articolo IV con l'Italia, che ha incluso anche l'esame dei risultati del Financial Sector Assessment Program (FSAP).

Il rapporto sottolinea che "il PIL reale è cresciuto dello 0,5% nel 2025, in parte sostenuto dagli investimenti in corso nell'ambito del PNRR" e che "il consolidamento fiscale ha continuato a progredire, con l'avanzo primario in ulteriore rafforzamento". Resta però un nodo critico: "Il debito pubblico resta troppo elevato e vulnerabile a shock sui tassi d'interesse e sulla crescita". Gli spread sovrani, prosegue il documento, "avevano raggiunto minimi pluriennali prima della guerra" in Medio Oriente e "hanno affrontato una rinnovata volatilità", pur restando l'aumento netto da fine febbraio "moderato".

Sul mercato del lavoro, l'FMI rileva un'occupazione "su livelli storicamente elevati da diversi mesi", ma segnala che "la partecipazione alla forza lavoro resta indietro rispetto ai pari, in particolare tra donne e giovani". L'FSAP conferma comunque la tenuta del sistema bancario: "Il sistema finanziario resta complessivamente solido, con una vigilanza robusta e banche che dimostrano resilienza in scenari avversi severi".

"Un'escalation delle tensioni geopolitiche potrebbe esercitare ulteriore pressione al rialzo sui prezzi, inasprire le condizioni finanziarie e indebolire ulteriormente fiducia e attività economica", ha sottolineato il Fondo. Sul fronte interno, "un consolidamento fiscale più lento del previsto o ritardi negli investimenti pubblici peserebbero sul sentiment di mercato", un rischio che FMI collega esplicitamente anche alle elezioni attese entro fine 2027.

I Direttori Esecutivi hanno convenuto che "ricostruire i cuscinetti fiscali e portare avanti riforme a favore della crescita, salvaguardando al contempo la stabilità finanziaria, sono essenziali per rafforzare la resilienza", Il Board raccomanda quindi che "la politica fiscale garantisca che il debito sia posto su un percorso decisamente discendente" e che "il sostegno in un contesto di prezzi energetici più elevati resti temporaneo, mirato, neutrale sul bilancio".

Le autorità italiane si sono discostate leggermente al rialzo dalle stime del Fondo, proiettando "prudentemente una crescita del PIL reale dello 0,6% sia nel 2026 sia nel 2027" e rivendicando "la maggiore fiducia di mercato derivante dal consolidamento fiscale in corso e dalla stabilità politica", Su prezzi ed esposizione geopolitica, Roma si attende "pressioni sui prezzi più elevate nel 2026, con lo HICP che si avvicina al 3%", prima di un rientro verso l'obiettivo nel 2027, ritenendo "limitata" l'esposizione del paese al conflitto in Medio Oriente.