(Teleborsa) - A giugno, i consumi di gas sono cresciuti del del 3%, con l' Italia che traina la corsa europea al riempimento dei depositi, collocandosi ampiamente sopra il 70%. Gli stoccaggi hanno coperto il 23% della domanda invernale, grazie anche all'aumento dei flussi di GNL, he hanno compensato la flessione delle importazioni via tubo. Le fonti fossili continuano a rappresentare la componente prevalente del mix energetico, coprendo complessivamente il 71% del fabbisogno, mentre le fonti rinnovabili consolidano il proprio contributo al 23%, sostenute anche dal crescente apporto di solare ed eolico. In questo contesto, il gas naturale si conferma una componente centrale del sistema energetico nazionale, rappresentando il 30% della domanda di energia primaria. Flette l’idroelettrico, mentre sale il termoelettrico a gas, che ha coperto il 36% della domanda elettrica nazionale. Il quadro emerge dall'Osservatorio Polaris di Snam, che mensilmente fa il punto sulla situazione del mercato energetico italiano.
Cresce la domanda di gas a giugno
I consumi di gas a giugno hanno raggiunto quasi 4 miliardi di metri cubi, registrando una crescita del 3%. Il confronto su base annua evidenzia l’incidenza prevalente del settore termoelettrico, cresciuto addirittura dell’11%. L’ondata di calore di fine mese e il concomitante calo della produzione idroelettrica hanno reso che anche d’estate l’integrazione energetica tra le fonti è essenziale per la stabilità del sistema. Allargando lo sguardo al primo semestre, la domanda si attesta a 33,1 mld mc, leggermente al di sopra dello stesso periodo dell’anno precedente (+0,4%).
Termoelettrico cruciale per soddisfacimento domanda
A giugno 2026 la generazione termoelettrica da gas naturale è stata pari a 10,2 terawattora (TWh), coprendo l’86% della generazione termoelettrica totale, tre punti percentuali in più rispetto al 2025. Il termoelettrico ha garantito la copertura del 36% dell’intera domanda elettrica. Nello stesso tempo è proseguito lo sviluppo delle rinnovabili, con 3,1 gigawatt (GW) di nuova capacità solare istallati (+10%) e 328 megawatt (MW) di nuova capacità eolica (+20%). Sommando le varie fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico), la crescita sullo stesso periodo dell’anno scorso è stata di 9 punti percentuali. Nel complesso, le fonti green hanno coperto circa il 39% della richiesta di energia elettrica.
Nel secondo trimestre dell’anno, periodo in cui la domanda di energia primaria totale del Paese si riduce fisiologicamente per effetto del venir meno dei consumi da riscaldamento, le fonti fossili continuano a rappresentare la componente prevalente del mix energetico, coprendo complessivamente il 71% del fabbisogno. Le fonti rinnovabili consolidano il proprio contributo al 23%, sostenute anche dal crescente apporto di solare ed eolico. La domanda complessiva di gas nel secondo trimestre del 2026 è stata trainata in modo significativo dal settore della generazione elettrica a causa delle prolungate ondate di calore e del diffuso ricorso all’aria condizionata. L’idroelettrico, in continuità con un trend iniziato già a gennaio, si è attestato nettamente al di sotto delle medie stagionali. Centrale, in questo contesto, il ruolo stabilizzatore svolto dagli stoccaggi.
Stoccaggi avanti tutta: sopra medie europee
Prosegue la campagna di riempimento degli stoccaggi di gas, che anche nel corso dell’inverno 2025-2026 hanno svolto un ruolo centrale nel bilanciamento del sistema energetico. Con i volumi immagazzinati nei depositi è stato possibile attenuare potenziali tensioni sul lato dell’offerta mitigando l’impatto della volatilità dei mercati globali. LO scorso inverno (ottobre 2025-marzo 2026),
in particolare, i siti italiani che hanno una capacità complessiva di 19 miliardi di metri cubi, ne hanno erogato 9,5 miliardi,
coprendo il 23% della domanda di gas, a conferma della loro funzione di stabilizzazione del sistema. Ecco perché, in questo
contesto, risulta essenziale garantire ogni anno livelli adeguati di riempimento degli stoccaggi, avviando tempestivamente
la campagna di iniezione per affrontare la stagione fredda in condizioni di sicurezza. Nonostante gli effetti della crisi in Medio Oriente, gli stoccaggi italiani hanno raggiunto il 67% di riempimento al 30 giugno. S tratta di un livello superiore di 9 punti percentuali rispetto
a quello registrato nello stesso mese nel 2022, anno della crisi energetica conseguente al conflitto in Ucraina, e circa 18 punti percentuali sopra la media europea.
Blocco Hormuz incide solo a giugno
Nel primo semestre è aumentato il gas immesso in rete (+0,5%). A trainare è la crescita dell’import di GNL (+5%), grazie anche al contributo della nuova FSRU di Ravenna (entrata in esercizio a maggio 2025). La crisi di Hormuz ha inciso solo sul mese di giugno, con volumi di GNL in flessione di 0,6 mld mc (-11%). Diminuiscono le importazioni via gasdotto, sia nel semestre (-2%), sia a giugno (-23%). Nessun problema, però, rispetto all’aumento della domanda, soddisfatta grazie a minori iniezioni nei siti di stoccaggio.