(Teleborsa) - "Desidero ribadire che non vi è alcuna decisione già assunta né alcun esito prestabilito: saranno prese in esame tutte le ipotesi di lavoro, senza pregiudizi e senza scelte predefinite". Lo ha detto il Sottosegretario Alfredo Mantovano, secondo quanto filtra da fonti di governo, nel corso dell'incontro con i Sindacati durante il quale ha delineato un’ipotesi di lavoro fondata sulla costituzione immediata di un tavolo tecnico, già a partire da martedì prossimo, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dei Ministeri interessati, al fine di elaborare proposte concrete da sottoporre al più presto al confronto a Palazzo Chigi.

Due le premesse – ha sottolineato il Sottosegretario Mantovano - innanzitutto credo sia doveroso riconoscere reciprocamente il senso di responsabilità dimostrato da tutti. Allo stesso modo, ritengo si possa riconoscere l’impegno del Governo, che non è rimasto inerte di fronte alla situazione ereditata.

Inoltre, "mi auguro che le considerazioni svolte sugli effetti del decreto della Corte d’Appello di Milano non ingenerino equivoci: deve essere chiaro che non è nostra intenzione fasciarci la testa né rassegnarci. Non dobbiamo considerarci parti contrapposte, poiché condividiamo i medesimi obiettivi".

Nel corso del confronto è stata richiamata l’espressione “piano straordinario”. Affinché non rimanga uno slogan, ma si traduca in un progetto concreto, è necessario definirne con chiarezza i presupposti, a partire da un’approfondita valutazione tecnica delle ricadute del decreto della Corte d’Appello di Milano. Occorre, inoltre, verificare la possibilità di coinvolgere ulteriori investitori, a partire da quelli italiani, e analizzare congiuntamente tutte le ulteriori ipotesi di investimento riguardanti Taranto, nonché le risorse disponibili a sostegno di tali interventi. Ciò anche nella prospettiva di garantire un futuro occupazionale a coloro che, in conseguenza della situazione determinatasi, dovessero perdere il lavoro.

È altresì necessario - ha proseguito - rafforzare il coinvolgimento degli enti territoriali, in particolare della Regione Puglia e del Comune di Taranto. L’intero percorso dovrà condurre all’elaborazione di proposte concrete, a partire dal contributo delle organizzazioni sindacali. Per rendere possibile questo lavoro in tempi rapidi, ma con il necessario approfondimento e senza soluzioni superficiali, proponiamo l’immediata costituzione di un tavolo tecnico, con la partecipazione dei Ministeri competenti, delle organizzazioni sindacali, della Regione Puglia e del Comune di Taranto. Il tavolo potrà insediarsi già martedì mattina della prossima settimana nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con un calendario di lavoro definito e tempi contenuti, così da consentire la presentazione delle proposte al tavolo di Palazzo Chigi entro circa un mese e poco più.


Urso ha avuto
oggi un confronto in videocollegamento con il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e con la sindaca di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sulle prospettive dello stabilimento del sito ex Ilva di Cornigliano a Genova.

Nel corso dell’incontro, il Ministro ha condiviso un aggiornamento sull’evoluzione del dossier, alla luce della recente sentenza della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni. Urso ha inoltre riferito degli esiti del confronto svoltosi a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali, nel quale è stato annunciato l’avvio, a partire da martedì, di un tavolo tecnico con tutti i Ministeri coinvolti e le parti sociali.

Intanto, i sindacati di categoria hanno annunciato 8 ore di sciopero e assemblee dei lavoratori dell'ex Ilva al termine dell'incontro con il Governo a palazzo Chigi. "Il fallimento della gestione dell'ex Ilva non può essere scaricato sulle lavoratrice e sui lavoratori - ha detto il segretario generale della Fiom, Michele De Palma -, quindi per questo abbiamo detto al Governo che per quanto ci riguarda andremo a otto ore di sciopero e assemblee con le lavoratrici e i lavoratori perché vogliamo un piano straordinario di sicurezza nazionale". "Il governo ci ha risposto aprendo a un confronto - ha aggiunto - che durerà nel mese di agosto, ma noi a quel tavolo ci staremo fino a quando vedremo che ci sono le condizioni per raggiungere questo tipo di obiettivo".