(Teleborsa) - ‘Volere o Potere’ è il titolo del Dossier Natalità 2026 realizzato dalla Fondazione per la Natalità, in collaborazione con Istat e presentato a Roma. Il rapporto fotografa un Italia in cui nel 2025 sono nati appena 355 mila bambini, minimo storico dal secondo dopoguerra, con un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna. Un crollo non dettato da un calo di desiderio di diventare genitori, ma dalle difficoltà che impediscono alle persone di realizzare il proprio progetto di vita.


Secondo il Presidente della Fondazione per la Natalità, Gigi De Palo, “per anni ci siamo raccontati che gli italiani non fanno figli perché non li vogliono. I dati dimostrano esattamente il contrario. Il vero problema è che milioni di persone non riescono a realizzare il proprio progetto di vita. Oggi - continua - il tema non è convincere qualcuno ad avere figli, ma restituire alle persone la libertà di poterli avere. Finché mettere al mondo un figlio continuerà a essere percepito come un rischio economico, lavorativo e sociale, continueremo ad assistere a un declino che riguarda tutti. La natalità non è una questione privata, ma la condizione da cui dipendono il futuro del welfare, dell'economia e della coesione del Paese”.

Dallo studio emerge che oltre 2,8 milioni di italiani indicano le difficoltà economiche e lavorative come principale ostacolo alla scelta di avere figli. Quasi il 50% delle donne teme conseguenze negative sulla propria carriera in caso di maternità, a questo si aggiunge il peso del welfare con oltre 3 milioni di donne risultate inattive, contro 151 mila uomini, mentre 763 persone rinunciano ai figli per la necessità di assistere i genitori anziani.

Il Dossier racconta di un Paese sempre più anziano. Se da un lato l'Italia vanta una delle aspettative di vita più elevate al mondo (83,4 anni), dall'altro questo primato rischia di mettere sempre più sotto pressione la sostenibilità del sistema sanitario, del welfare e del sistema pensionistico, chiamati a sostenere una popolazione sempre più anziana con un numero sempre minore di giovani.