(Teleborsa) - Eni ha chiuso il primo trimestre dell'anno con risuoltati solidi ed in forte crescita, a dispetto del quadro geopolitico instabile. Risultati - ha spiegato l'Ad Claudio Descalzi, - che "riflettono la nostra strategia di diversificazione".
"Il primo trimestre dell'anno è stato condizionato da una nuova crisi nel Golfo che ha esposto la nostra industria a una straordinaria volatilità, ma Eni ha dimostrato di saper mitigare efficacemente le pressioni esterne", ha sottolineato dall'Amministratore delegati di Eni, Claudio Descalzi, spiegando che la capacità di eEni di eludere l'impatto della geopolitica deriva "da una forte diversificazione geografica, da una forte efficienza operativa e dallo sviluppo di tecnologie proprietarie".
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Parlando più in generale degli sviluppo di medio periodo del settore energetico (5-6 anni), Descalzi ha sottolineato che il mondo "ha fame di energia" e questo bisogno viene soddisfatto da Eni che si trova in una "posizione molto forte". "Siamo posizionati bene per rispondere a queste esigenze. Non siamo mai stati così forti sia in termini di progetti che di geografie", ha affermato il manager, spiegando che il Gruppo ha progetti ed è presente in 14 Paesi e la diversificazione resta una parola chiave. "Negli anno a venire - ha aggiunto l'Ad - continueremo a valorizzare le nostre opportunità e sviluppare i nostri affari".
Parlando del mercato del gas europeo, Descalzi ha spiegato che 0 potrebbe continuare a registrare una certa volatilità nel corso del secondo semestre dell'anno a causa della situazione geopolitica ed è difficile al momento parlare del 2027.
Rispondendo ad una domanda sul Venezuela, il manager ha confermato "portiamo avanti negoziazioni molto aperte, chiare e trasparenti" con i ministri e con la compagnia statale PDVSA. "Qui abbiamo un grande potenziale", ha sottolineato l'AD, che conferma però prudenza.
Parlando del Piano, il manager ha spiegato che è quasi completato e che ci sono diverse attività per i prossimi anni e l'obiettivo è "massimizzare la valorizzazione del nostro portafoglio". "Il nostro portafoglio è un animale vivo e questo significa che c'è l'opportunità di valorizzare parte di questo, di ridurre l'esposizione in specifiche geografie o eventualmente migliorare la valorizzazione del nostro business transformation".
Nel corso del periodo, Eni ha siglato un accordo di partnership di lungo termine con AC Europe II SCSp del valore di 2 miliardi per la valorizzazione di un portafoglio upstream su base infrastrutturale. Tale accordo - ha spiegato Descalzi - non riguarda specifici asset ma un portafoglio generico che comprende diverse infrastrutture, quindi "l'idea non è di costruire o di identificare una geografia, un campo o qualcosa che sia ben definito, ma una generica descrizione di un portafoglio" per il quale c'è un "ottimo potenziale".