(Teleborsa) - Le banche italiane continuano a ridurre la loro presenza sul territorio: nei primi sei mesi del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli, portando il totale nazionale a 19.016. Secondo il XVI Report dell'Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, il fenomeno interessa sempre più anche le grandi città e accentua gli squilibri tra Nord e Sud.

La riduzione degli sportelli è stata più marcata in Liguria (-2,6%), Lombardia (-1,7%) e Valle d'Aosta (-1,6%). Restano inoltre molto elevate le quote di comuni senza filiali in Molise, Calabria, Valle d'Aosta, Piemonte, Abruzzo e Liguria. Il Gruppo Iccrea, con 2450 sportelli, si conferma il primo per presenza territoriale, seguito da Intesa Sanpaolo e UniCredit.

La fuga dai comuni

Nei primi sei mesi del 2026 è ulteriormente aumentato il numero dei comuni totalmente privi di sportelli bancari: sono 9 in più rispetto alla fine del 2025. Sono ormai quasi 11,5 milioni gli italiani interessati dal fenomeno, che coinvolge anche un numero crescente di imprese e una superficie sempre più ampia del Paese.

La desertificazione nelle grandi città

Dal 2021 il calo delle filiali supera la media nazionale del 12,2% in diverse città, con le riduzioni più consistenti a Milano, Roma, Palermo, Messina, Genova, Torino e Napoli. Persistono inoltre forti differenze territoriali: le città del Nord presentano una maggiore densità di sportelli rispetto a quelle del Sud, sia in rapporto alla popolazione sia alla superficie.

L’internet banking non compensa la perdita degli sportelli

Il fenomeno continua ad ampliare il numero dei cittadini con accesso limitato ai servizi bancari, in un contesto in cui la diffusione dell’internet banking non è ancora sufficiente a compensare la perdita della presenza fisica, soprattutto per la popolazione anziana e per le fasce più fragili.

Gli ultimi dati disponibili mostrano che tra il 2024 e il 2025 in Italia l’utilizzo dell’internet banking è cresciuto di poco più di un punto percentuale, dal 55,01% al 56,37%. In alcune regioni si è registrata perfino una diminuzione: è il caso del Lazio, passato dal 60% al 59%, dell’Umbria, dal 60% al 56%, e del Veneto, dal 66% al 61%.

La mappa delle province

L'Indicatore di desertificazione provinciale conferma tra le province meno colpite Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia. Tra quelle più desertificate figurano invece Messina, Caserta, Pavia, L'Aquila, Crotone, Campobasso, Cosenza, Vibo Valentia e Isernia.

First Cisl: il risiko bancario rischia di aggravare il fenomeno

La chiusura degli sportelli non riguarda più soltanto le aree interne e i piccoli comuni. I dati dimostrano che nelle grandi città il fenomeno è spesso più rilevante della media nazionale. A Milano, Roma, Palermo, Messina, Genova, Torino e Napoli il calo della rete fisica dal 2021 supera il 12,2% registrato complessivamente in Italia. Si tratta di un fenomeno che interessa milioni di cittadini e migliaia di imprese e che rischia di compromettere l’accessibilità ai servizi bancari anche nei principali centri del Paese.

La nuova fase del risiko bancario determinerà un’ulteriore concentrazione del sistema bancario, con le conseguenze che abbiamo già sperimentato negli anni scorsi: il numero di sportelli continuerà a calare e la desertificazione subirà una nuova accelerazione. Le banche devono attuare comportamenti socialmente responsabili erogando gratuitamente corsi di educazione digitale, soprattutto a vantaggio della clientela più anziana e delle persone meno avvezze all’utilizzo delle nuove tecnologie, per garantire l’accessibilità a servizi essenziali come quelli bancari e finanziari.