(Teleborsa) - Nella richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia "chiederemo tutto il massimo" sulla sicurezza energetica "cioè lo 0,6%" mentre "per la parte di difesa non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%". Lo ha detto il ministro dell'economia, Giancarlo Giorgetti, a margine delle comunicazioni alla Camera dei Deputati. "La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all'anno - ha detto - Quello che c'è di nuovo è che, nell'ambito di questo 1,5%, uno 0,3% all'anno per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Quindi noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, poi vediamo cosa ci dicono, della sicurezza energetica cioè 0,3 più 0,3 uguale 0,6%" mentre "per la parte di difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%".

Per quanto riguarda l'energia, ha ricordato Giorgetti, la Commissione "precisa il tipo di spese, e da quando esse siano maturate, che si possono utilizzare quindi non è una decisione nostra". "Noi dovremmo muoverci all'interno di quelle che sono le prescrizioni della Commissione - ha proseguito - che ovviamente ha fatto molta fatica a concedere questa eccezione sull'energia, ma l'ha ricondotta a determinate fattispecie. Quindi non è che tutte le spese fatte in qualsiasi Paese possono essere considerate".

Giorgetti ha sottolineato che la clausola di salvaguardia nell'ambito dell'energia "esclude misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano a un miglioramento strutturale".

L'incremento della spesa dello 0,6% consentito dalla clausola di salvaguardia per gli interventi connessi alla sicurezza energetica saraa' utilizzato per interventi che "potranno interessare famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche, di trasporto e, più in generale, il settore pubblico. Tali interventi saranno coordinati con quelli previsti dal Piano sociale per il clima"

Il via libera finale alla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia è atteso, dopo l'ok del Consiglio, "alla riunione dell'Ecofin di ottobre" dopodiché "si procederà al ricorso alla procedura" che porterà al "cosiddetto scostamento di bilancio".

"Nel caso in cui la procedura per deficit eccessivo non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione (nel prossimo mese di settembre" l'attivazione della clausola comporterebbe "un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tale da determinare un deficit superiore al 3%" e "implicherebbe la permanenza nella PDE fino al rientro al di sotto della soglia prevista dai trattati, anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità della NEC", ha detto Giorgetti spiegando che "Se da una parte l'attivazione della clausola consente di giustificare scostamenti in eccesso sul conto di controllo associato all'evoluzione della spesa netta", "dall'altra gli interventi hanno pieno impatto sul deficit e, come più volte ricordato, quest'ultimo indicatore è particolarmente importante, in questa fase, nella programmazione di finanza pubblica del Governo italiano, dal momento che dalla sua evoluzione dipendono gli sviluppi della procedura per deficit eccessivo"

"Alla ripartizione delle risorse" derivanti dall'attivazione della clausola di salvaguardia "nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l'attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio" dopo che il Parlamento avrà deliberato lo scostamento di bilancio.