(Teleborsa) - L'Europa rischia una carenza di lanciatori spaziali propri entro la fine del decennio, secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell'Agenzia spaziale europea (ESA), Josef Aschbacher, in un'intervista al Financial Times.

L'avvertimento è che, considerando le esigenze attuali e future delle costellazioni e delle missioni satellitari, si prevede un picco di richieste di lancio intorno al 2029-2031, che potrebbe superare le capacità produttive della regione, riportando potenzialmente l'Europa alla situazione del 2023/2024, quando fu costretta a utilizzare lanciatori non europei.

Aschbacher ha detto di voler sollevare la questione con gli Stati membri dell'ESA per "garantire che possiamo lanciare i nostri satelliti con lanciatori europei", aggiungendo che l'agenzia deve recuperare terreno sui principali concorrenti, Stati Uniti e Cina.

Secondo il Financial Times, il settore europeo sta tentando una ripresa dopo i ritardi produttivi che hanno impedito al nuovo modello Ariane 6 di essere pronto a sostituire il predecessore dopo l'ultimo volo di quest'ultimo nel 2023, causando un anno di stop durante il quale l'Europa ha dovuto affidarsi a SpaceX. L'Europa ha riconquistato l'accesso autonomo allo spazio nel luglio 2024 con il lancio di Ariane 6 e, nel dicembre dello stesso anno, con il ritorno in volo del giù piccolo razzo italiano Vega-C.

Aschbacher ha detto di credere fermamente che l'Europa sarà in grado di colmare le carenze previste. Secondo quanto riferito, l'ESA ha chiesto ad ArianeSpace e Avio di presentare nei prossimi mesi delle stime sui costi di espansione dei loro programmi, che nel caso di ArianeSpace comporterebbero un aumento del 50% della capacità, arrivando a circa 15 lanci all'anno, con previsioni simili anche per Avio.