(Teleborsa) - Il caso di Ceuta non è una "speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale. È per questo che stiamo attentamente monitorando l'evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l'applicazione dell'Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, durante l'audizione in Commissione Schengen.

Il Ministro ha anche detto che al ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini". Anche la Germania, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinati frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti", dice sottolineando che "non va dimenticato che il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è stato attivato centinaia di volte negli anni dai Paesi europei".

Il titolare del Viminale ha ricordato che "la stessa Spagna vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell'Italia o di altri partners. Attualmente sono diversi i Paesi che praticano questa misura, come, ad esempio, la Francia, l'Austria, la Germania, la Danimarca, l'Olanda, la Polonia, la Svezia e la Norvegia". Per Piantedosi, in particolare, è "emblematico il caso della Francia che oramai dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna".

Per questo, conclude, "sorprende che a fronte di questa misura generalizzata e, oramai, di fatto permanente, non vi siano state le stesse reazioni che si sono sviluppate in Italia, e contro l'Italia, per una decisione proporzionata sia nell'attuazione che nella durata limitata a un mese".

Infine, un appello all"Europa che "deve essere più rigorosa nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell'Unione. Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell'immigrazione è la nostra priorità", conclude il Ministro che invita l'Europa "a rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione".

E arrivano anche le parole della Premier Meloni che rivendica l'azione del governo da lei guidato: "Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada", ha scritto nel messaggio su Facebook che accompagna un video.