(Teleborsa) - In vista dell'incontro di domani pomeriggio, originariamente previsto per il 20 agosto, tra il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e una delegazione delle istituzioni toscane sul futuro di MPS, le istituzioni della Regione chiedono al Governo "di valutare l'attivazione di tutti gli strumenti normativi e di salvaguardia istituzionale preposti, a partire dall'eventuale esercizio del Golden Power", per evitare che l'istituto venga smembrato.

Il tutto in un contesto in cui il risiko bancario italiano continua a rimanere sotto i riflettori e con gli investitori che restano intenti a valutare il recente via libera del consiglio di amministrazione di MPS al lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie totalitarie, contestuali e parallele, su Banco BPM e Banca Generali.

"Ritengo che sarà un incontro molto importante perché Giorgetti troverà una posizione ferma e forte da parte del contesto territoriale toscano", afferma il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che domani sarà a Roma al Mef insieme alla sindaca di Siena Nicoletta Fabio e alla presidente della Provincia, Agnese Carletti.

Monte Paschi è "una realtà storica che dal 1472 rappresenta una realtà bancaria di rilievo internazionale" e la richiesta sarà di evitare qualsiasi smembramento che potrebbe avvenire attraverso "la divisione delle sue filiali o altre operazioni di frammentazione".

E per questa tutela è centrale anche la quota pubblica residua: "è molto importante anche come viene orientato quel quasi 5% che lo Stato", tramite il ministero dell'Economia, "ha ancora nella compagine azionaria".

"Chiederemo con forza che quel 5% rimanga allo Stato perché è in grado poi, nei processi che avverranno, di orientare verso i nostri obiettivi che sono i lavoratori del Monte dei Paschi e contemporaneamente la presenza e la forza" di MPS "nella nostra Regione" lasciando "integro il tutto".