(Teleborsa) - La fiducia dei consumatori in Italia è aumentata per il terzo mese consecutivo, attestandosi a 94,5 punti, secondo gli ultimi dati Istat, attestandosi al livello più alto dall’attacco statunitense all’Iran, sebbene rimanga di tre punti al di sotto del livello pre-conflitto.

Commentando il dato, Paolo Pizzoli, senior economist di ING, sottolinea che, nel complesso, i dati di agosto confermano le precedenti evidenze sulla resilienza dell’economia agli shock esterni. "Siamo rimasti sorpresi dal dato preliminare sulla crescita trimestrale del PIL dello 0,2% per il secondo trimestre e non saremmo sorpresi se fosse confermato nel terzo trimestre. - afferma l'analista - Alla luce dei dati odierni, confermiamo la nostra previsione di una crescita media del PIL dello 0,9% per l’economia italiana nel 2026".

Analizzando il dato più in dettaglio, Pizzoli rileva che "le famiglie hanno espresso un giudizio più favorevole sia sull’economia in generale che sulla propria situazione finanziaria, le preoccupazioni relative alla disoccupazione futura si sono attenuate e la fiducia nella propria capacità di risparmio è migliorata", anche se nota che "un calo della propensione all’acquisto di beni durevoli suggerisce che i consumatori rimangano cauti, preferendo rinviare gli acquisti importanti fino a quando l’inflazione non si sarà raffreddata".

Quanto alla fiducia espressa dalle imprese, il quadro "rimane positivo" con un indice composito aumentato per il quarto mese consecutivo a 96,9 punti, il livello più alto da aprile. La fiducia nel settore manifatturiero continua a indicare un percorso di lenta ripresa, attestandosi al livello più alto da giugno 2023, mentre i dati del settore delle costruzioni, sempre piuttosto volatili, hanno registrato un rimbalzo in agosto, che ha più che compensato il forte calo di luglio. Il turismo è stato il principale motore del miglioramento della fiducia nel settore dei servizi, assieme a trasporti e stoccaggio.