(Teleborsa) - Bank of America (BofA) ha aumentato a 113 euro per azione (dai precedenti 100 euro) il target price su UniCredit, colosso bancario italiano, confermando la raccomandazione "Buy" e ribadendo che la banca guidata da Andrea Orcel rimane una "top pick".
Secondo gli analisti, la valutazione di UniCredit rimane "contenuta", considerando i livelli di ROTE e le prospettive di ulteriore efficientamento dei costi e degli RWA. Riconoscono un "valore significativo nelle prospettive di allocazione del capitale a favore degli azionisti, sia tramite distribuzioni, sia attraverso la crescita dei volumi e/o operazioni di M&A", mentre il consolidamento di mercati bancari frammentati può generare un "valore considerevole" e, secondo loro, "tale potenziale è attualmente sottovalutato". Con un ROTE stimato intorno al 26% per il 2028, UniCredit si colloca tra le banche più redditizie a livello globale.
Nella ricerca odierna, BofA esamina anche quelle che reputa cinque idee errate su UniCredit.
1. La crescita dei prestiti avviene a scapito dei margini?
BofA ritiene che il mercato continui a sottostimare le prospettive di crescita del margine di interesse (NII) di UniCredit. La banca dispone di un replicating portfolio di circa 218 miliardi di euro con un back-book yield pari a circa l'1,59%; ogni anno, circa 22 miliardi di euro giungono a scadenza e vengono reinvestiti a un rendimento del 3,2-3,3%, generando un incremento significativo degli interessi maturati (circa 0,7 miliardi di euro) nel secondo semestre del 2026 e nel 2027. Il NIM è destinato a crescere, nonostante il basso costo del rischio (CoR) e l'esposizione alla Russia. Viene previsto un NII di 25,4 miliardi di euro nel 2027 e di 27,1 miliardi di euro (+5% rispetto al consenso, inclusa Commerzbank).
2. Commerzbank: una nuova offerta per raggiungere un accordo?
Sono circolate ipotesi secondo cui UniCredit dovrebbe lanciare una nuova offerta e/o impiegare ulteriore capitale per acquisire le quote di minoranza di Commerzbank al fine di raggiungere un domination agreement. BofA ritiene che tale idea sia infondata. Una possibile via da seguire sarebbe quella di una reverse bid, in cui Commerzbank acquisisce HVB a un fair value. Ciò porterebbe UniCredit a detenere una quota ipotetica di circa il 70% dell'entità combinata senza esborsi di cassa. Tale possibilità non è adeguatamente scontata nelle quotazioni attuali. UniCredit incontrerà il Ministro delle Finanze tedesco e questo evento può rappresentare un catalyst fondamentale.
3. È stato utilizzato capitale in eccesso senza finalizzare operazioni di M&A?
UniCredit registra attualmente il picco di assorbimento di capitale legato alla sua partecipazione di circa il 48% in Commerzbank. Il capitale si ricostituirà rapidamente grazie a una generazione organica di circa 300 punti base (bps) annui; viene stimato inoltre che, per ogni incremento di circa il 10% nella quota di Commerzbank, l'assorbimento di CET1 diminuisca di circa 20-30 bps. Alle valutazioni attuali, l'opzionalità legata a operazioni di M&A non richiede un CET1 superiore al 15%, secondo BofA.
4. UniCredit sta perdendo l'occasione di partecipare al consolidamento bancario italiano?
UniCredit è una banca paneuropea che punta a una crescita redditizia a livello di gruppo; con un ROTE superiore al 20%, è già tra le banche più redditizie al mondo. L'istituto possiede una massa critica in Italia, con una quota di mercato sui prestiti di circa il 10%. UniCredit sta guadagnando quote di mercato in Italia al ritmo dello 0,1% mensile ed è destinata a crescere ulteriormente, sia per via organica che inorganica. L'approvazione del Danish compromise offre ulteriori opzioni strategiche.
5. Qual è il multiplo P/E corretto per UniCredit?
BofA prevede una crescita dell'utile per azione (EPS) di circa il 17%, fino a raggiungere 10,46 euro entro il 2028. Ciò collocherebbe UniCredit a un multiplo P/E di 8,0x, con uno sconto significativo di circa il 20% rispetto alle altre banche europee. Il consolidamento di mercati bancari frammentati può generare un valore considerevole e tale potenziale è fortemente sottovalutato. Nelle stime viene incluso il consolidamento del conto economico e dello stato patrimoniale di Commerzbank, rettificati per le quote di minoranza.