(Teleborsa) - Nuova ondata di vendite sui mercati obbligazionari globali, con i rendimenti dei titoli di Stato in forte rialzo dagli Stati Uniti all'Europa fino al Giappone. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito fino al 5,34%, il livello più alto dal 2002, superando anche il precedente picco del 2007.
A spingere i rendimenti contribuisce il nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, con il Brent arrivato oltre i 100 dollari al barile, in un mercato che guarda agli effetti della guerra in Medio Oriente sull'inflazione e sulla crescita globale. L'aumento dei costi energetici rafforza le aspettative di tassi di interesse più elevati e più a lungo.
La pressione sul mercato obbligazionario è inoltre alimentata dall'elevato fabbisogno di finanziamento dei governi e dalla forte crescita degli investimenti nelle infrastrutture legate all'intelligenza artificiale, che aumenta la domanda di capitale e quindi i costi di finanziamento.
Rendimenti in rialzo anche in Europa
La fase di vendite interessa anche i principali mercati europei. Nel Regno Unito, il rendimento dei titoli di Stato a 30 anni ha superato il 6%, per la prima volta dal 1998.
In Francia, il rendimento del decennale è salito fino al 4,96%, mentre il differenziale rispetto ai titoli tedeschi ha raggiunto 134 punti base, il livello più alto dal 2012. La pressione sui titoli francesi arriva mentre il governo presenta il progetto di bilancio per il 2027 e deve affrontare un contesto politico complesso sulle misure di contenimento della spesa.
Anche in Giappone i rendimenti continuano a salire, in un contesto caratterizzato dal ritorno dell'inflazione dopo anni di pressioni deflazionistiche.
Il mercato guarda alla Fed
Negli Stati Uniti l'attenzione degli investitori è ora rivolta ai prossimi dati macroeconomici, che potrebbero fornire indicazioni sulla solidità dell'economia e sulle future decisioni della Federal Reserve.
I dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un calo delle domande a sorpresa. Attesa, sempre in giornata, la statistica sull'attività manifatturiera, mentre domani, venerdì, sarà pubblicato il rapporto sull'occupazione di settembre. Secondo le stime degli analisti, è prevista la creazione di 85.000 posti di lavoro nel mese.
Sono inoltre previsti diversi interventi di esponenti della Federal Reserve, tra cui il governatore Chris Waller.
Gli operatori stanno rivedendo le aspettative sulla politica monetaria americana e ora scontano ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi anni, in uno scenario in cui l'economia continua a mostrare una certa capacità di tenuta nonostante l'aumento dei costi di finanziamento.
La pressione si trasferisce alle azioni
L'aumento dei rendimenti obbligazionari sta iniziando a pesare anche sui mercati azionari. Le Borse europee hanno registrato nuove perdite, con lo STOXX 600 sceso ai minimi da giugno e il comparto bancario particolarmente penalizzato.
Il rialzo dei tassi aumenta il costo del credito per imprese e famiglie e, per i governi, comporta una maggiore spesa per interessi. L'aumento del costo del debito arriva in un momento in cui molti Stati devono già fare i conti con livelli elevati di indebitamento e con un crescente fabbisogno di finanziamento.
(Foto: Vitaliy Vodolazskyy / 123RF)
Bond globali sotto pressione: Treasury USA a 10 anni vola ai massimi dal 2002
Rendimenti dei titoli di Stato in forte rialzo dagli Stati Uniti all'Europa fino al Giappone
01 ottobre 2026 - 15.25