(Teleborsa) - Il petrolio scambia in lieve calo lunedì: i future sul Brent con scadenza dicembre cedono lo 0,15% a 102,10 dollari al barile, quelli sul WTI con scadenza novembre lo 0,72% a 90,45 dollari. I prezzi restano contenuti dalla ripresa dei flussi di greggio dal Medio Oriente, con le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz e l'oleodotto saudita East-West in aumento.

L'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha avvertito alla conferenza Energy Intelligence di Londra che le tensioni sull'offerta potrebbero peggiorare finché la guerra tra Stati Uniti e Iran proseguirà. "La pressione sulle due estremità del barile si intensificherà finché lo Stretto di Hormuz non riaprirà completamente e la fiducia non tornerà sui mercati energetici", ha detto Nasser, aggiungendo che "anche allora, ricostituire le scorte soddisfacendo al contempo la domanda potrebbe richiedere fino a due anni".

Secondo il CEO, dall'inizio del conflitto, con gli attacchi di Stati Uniti e Israele all'Iran a fine febbraio, sono andati persi quasi 3 miliardi di barili di offerta, mentre circa 1 miliardo di barili è stato prelevato dalle scorte. Il grosso del prelievo è arrivato dalle scorte commerciali, mentre i circa 6 miliardi di barili ancora stoccati "non sono praticamente disponibili". "Il sistema è già sotto sforzo", ha avvertito Nasser.

Le parole del numero uno di Aramco arrivano dopo l'intesa raggiunta venerdì dai governi del G7 per rilasciare 100 milioni di barili di diesel e greggio dalle riserve di emergenza, su pressione del presidente USA Donald Trump.