(Teleborsa) - Le operazioni di M&A che hanno coinvolto l'Italia hanno raggiunto un valore complessivo di 168,7 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2026, segnando un incremento del 122% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, risultando inoltre il dato più alto per il periodo gennaio-settembre dal 2007.

E' quanto rileva un report di LSEG, specificando che sono state annunciate complessivamente 1.571 operazioni, con un aumento del 9% rispetto all'anno precedente.

Trainato dal consolidamento nel settore bancario, il valore delle M&A aventi aziende italiane come target ha toccato i 133,5 miliardi di dollari, più che raddoppiando rispetto all'anno precedente e risultando il valore più elevato mai visto nei primi nove mesi a partire dal 1980, ovvero da quando LSEG ha iniziato a rilevare le proprie statistiche. L'attività di M&A interna ha raggiunto i 120,5 miliardi di dollari, mentre l'M&A inbound, che vede coinvolto un acquirente estero, ha totalizzato 13,0 miliardi di dollari.

"Grazie alle offerte avanzate nel terzo trimestre da Monte Paschi di Siena per Banco BPM e Banca Generali, nonché alla precedente proposta di Intesa Sanpaolo da 35,2 miliardi di dollari" per la stessa MPS, il settore finanziario è "risultato il più attivo, rappresentando il 65% del valore totale delle operazioni di M&A con aziende italiane come target. I settori industriale e dell'alta tecnologia hanno registrato il maggior numero di operazioni".

Le operazioni di M&A outbound da parte di aziende italiane hanno raggiunto i 33,7 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2026, un valore superiore del 143% rispetto a quello dell'anno precedente e il più alto registrato in questo periodo dell'anno negli ultimi otto anni. Il numero di operazioni di M&A in uscita è invece diminuito del 16%.

BofA Securities si è aggiudicata il primo posto nella classifica degli advisor finanziari per le operazioni di M&A che hanno coinvolto l'Italia nei primi nove mesi del 2026, con una quota di mercato del 54,3%, seguita a breve distanza da Vitale &Co con il 54,1%.