(Teleborsa) - Con 226 e 227 sì, il Governo incassa senza intoppi le prime due fiducie sulla riforma della legge elettorale dando un'altra prova di compattezza anche se questa volta nel voto palese. Via libera, dunque, in attesa del voto finale, alle modifiche introdotte a Palazzo Madama al testo sui primi due articoli della riforma, riguardanti, tra l'altro, l'introduzione delle preferenze per la Camera e il Senato e la modifica della raccolta sulle firme.
Legge elettorale, oggi terza fiducia a governo
Pochissime e giustificate le assenze nei banchi del centrodestra che guarda, a questo punto, con aspettative sempre più positive al voto segreto di giovedì prossimo. Che la riforma verrà approvata viene del resto ormai messo in conto anche dalle parti del centrosinistra che guarda già alla Consulta ma non smette, comunque, di dare battaglia in Aula e di fare appelli al centrodestra perché ci ripensi.
La protesta delle opposizioni
Occhi puntati su domani, giovedì. La maggioranza sembra poter contare su una compattezza che ha dimostrato nei passaggi che hanno preceduto l'appuntamento finale. Solo sei, a conti fatti e tabulati alla mano, le assenze in queste ultime ore. Tra gli altri, risultavano in missione, oltre alla premier, i ministri Giancarlo Giorgetti e Francesco Lollobrigida. Per il resto pienone in Aula a Montecitorio con due deputati di FdI, Francesco Mura e Nicole Matteoni, che arrivano a votare con le stampelle.
La chiamata alle armi, almeno finora, sembra aver funzionato con la maggioranza che mette da parte i timori e si prepara a tagliare il traguardo.
Legge elettorale, avanti a colpi di fiducia. Opposizioni sul piede di guerra
oggi terza fiducia al governo, riflettori puntati su domani
07 ottobre 2026 - 09.04