(Teleborsa) - I dati del primo semestre 2026 del mercato italiano del private debt "sono buoni, è un mercato che ormai è stabile, lavora tanto con il private equity; nelle operazioni di buy-out vediamo sempre ormai affiancamento di private equity e private debt, e lo cominciamo a vedere anche nelle operazioni che riguardano le infrastrutture". Lo ha detto Anna Gervasoni, direttore generale di AIFI, presentando i risultati del primo semestre 2026 del private debt in Italia, nel consueto appuntamento organizzato dalla stessa AIFI (Associazione Italiana di Private Equity, Venture Capital e Private Debt) in collaborazione con CDP.

"Rispetto al private equity, il private debt di questi tempi - pur considerando i temi di tassi - non ha un grande problema che sono le exit, perchè il mercato del private debt va bene, quindi fisiliogicamente ci sono flussi di rimborsi e questo fa molto piacere agli investitori istituzionali - ha spiegato - questo spiega anche la generosità che abbiamo sul fronte della raccolta che non abbiamo visto nel private equity. Il ciclo non ha subito alcun rallentamento.

"Il segnale che continua a esserci - ha sottolineato Gervasoni - è un grande interesse degli operatori paneuropei a lavorare in Italia e con l'Italia, tanto è vero che alcuni fondi - ormai soci AIFI da tanti anni - hanno team radicati in Italia, quindi non con interventi mordi e fuggi sui deal, ma costruendo una loro storia in Italia con persone dedicate al paese, che è una buona notizia perchè il nostro continua ad essere un paese interessante con rischio contenuto e imprese interessanti".