(Teleborsa) - La Commissione europea ha reso giuridicamente vincolanti gli impegni offerti da Sanofi per chiudere l'indagine sulla presunta campagna di denigrazione contro Fluad, unico altro vaccino antinfluenzale potenziato, prodotto da Csl Seqirus, concorrente dell'Efluelda di Sanofi. Bruxelles aveva rilevato che Sanofi potrebbe detenere una posizione dominante in Germania e Francia e che, dal 2024 almeno fino all'autunno 2025, avrebbe condotto una campagna ingannevole verso gli operatori sanitari, più intensa in Germania.

Le contestazioni

La Commissione sospettava che Sanofi avesse suggerito che le prove su Fluad fossero più deboli di quelle su Efluelda, in contrasto con quanto indicato dal Centro europeo per il controllo delle malattie e dai comitati nazionali; che avesse travisato le raccomandazioni vaccinali nazionali; e che avesse lasciato intendere obiezioni scientifiche irrisolte sulla raccomandazione tedesca. Una condotta che, se confermata, violerebbe l'articolo 102 del Trattato Ue sull'abuso di posizione dominante.

Gli impegni

Fino a marzo 2030 Sanofi non userà, nel materiale promozionale per i medici e nei contatti con i leader d'opinione in Germania e Francia, affermazioni che critichino le raccomandazioni nazionali, mettano in cattiva luce Fluad o ne suggeriscano prove più deboli. In Germania inserirà nel materiale su Efluelda un riferimento alle raccomandazioni più recenti. Per riparare agli effetti passati, pubblicherà per 24 mesi sui siti tedesco e francese una dichiarazione che chiarisca che le raccomandazioni trattano i due vaccini come equivalenti, e la invierà ai medici e ai leader d'opinione tedeschi già raggiunti. Dopo il market test (luglio-agosto), Sanofi ha esteso la comunicazione a questi ultimi. Un fiduciario monitorerà l'attuazione. La decisione, ha precisato Bruxelles, non accerta alcuna infrazione. In caso di violazione degli impegni, Sanofi rischia una multa fino al 10% del fatturato mondiale.

Il commento della Commissione

"Quando le aziende farmaceutiche dominanti diffondono informazioni false o fuorvianti sui vaccini concorrenti, distorcono la concorrenza e minano la scelta di medici e pazienti", ha dichiarato la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera. La vicepresidente ha riconosciuto però a Sanofi di aver collaborato "fin dall'inizio" e di aver permesso di arrivare a una soluzione "in quello che potrei definire tempo record", entro un anno dall'ispezione a sorpresa dell'ottobre 2025. Il caso si somma ai precedenti Vifor e Teva Copaxone, rafforzando "prevedibilità e certezza del diritto" e aiutando a "dissuadere e prevenire casi simili".