(Teleborsa) - Il 67% degli italiani segnala una contrazione del carrello della spesa rispetto a un anno fa. Cresce l’attenzione a prezzi e promozioni e cambia il mix di marche acquistate. Tra le famiglie con almeno un figlio, si riducono soprattutto le spese per giochi, tecnologia, paghetta e regali, mentre aumentano i costi di alcune voci essenziali.
Il caro vita entra sempre più concretamente nella quotidianità delle famiglie italiane: cambia ciò che si mette nel carrello della spesa, aumenta l’attenzione alla convenienza e si ridimensionano alcune spese per i figli. Non si tratta soltanto di cercare prezzi più bassi, ma di rivedere progressivamente le priorità familiari, con possibili conseguenze anche sulle opportunità di svago, socialità e crescita di bambini e ragazzi.
I dati di una recente rilevazione Eumetra restituiscono un quadro significativo: il 67% degli italiani registra una contrazione del carrello della spesa rispetto a un anno fa, mentre il 28% dichiara di non aver modificato sostanzialmente le proprie abitudini. La percezione è quella di un carrello sempre più vuoto, in un contesto in cui la necessità di far quadrare i conti coinvolge trasversalmente le diverse categorie merceologiche.
La pressione economica si traduce innanzitutto in una maggiore attenzione ai prezzi e alle promozioni, ma anche in una revisione delle scelte di acquisto. Il cambiamento riguarda sia le categorie di prodotto sia le marche: il 50% degli intervistati segnala una contrazione degli acquisti di prodotti di marca, mentre il 33% dichiara di aver aumentato gli acquisti di prodotti a marchio del supermercato.
La contrazione interessa diverse categorie alimentari, ma appare particolarmente evidente per alcuni prodotti freschi: il saldo tra chi dichiara di aver ridotto gli acquisti e chi non li ha modificati è pari al 40% per la carne fresca e al 38% per il pesce fresco. Anche la gastronomia registra un saldo negativo del 36%.Per altri prodotti, come vino e liquori, emerge inoltre una maggiore occasionalità degli acquisti: rispettivamente il 13% e il 21% delle famiglie dichiara di non comprarli più. Il risparmio passa dunque attraverso strategie differenti: scegliere alternative più convenienti, acquistare meno frequentemente alcuni prodotti o rinunciare del tutto a determinate categorie.Un quadro che si inserisce nella pressione più ampia sul bilancio domestico già fotografata da Eumetra.
Nella precedente rilevazione sul caro vita, il 79% degli italiani dichiarava un aumento della spesa per benzina e gasolio negli ultimi sei mesi, il 74% segnalava rincari delle bollette di luce e gas e il 68% un aumento della spesa alimentare. Inoltre, il 71% prevedeva di comprimere ulteriormente alcune spese nei mesi successivi. Quando si considerano le spese per i figli, l’analisi riguarda esclusivamente le famiglie con almeno un figlio. Anche in questo segmento, la necessità di contenere i costi porta a rivedere le priorità, intervenendo soprattutto sulle voci più flessibili del bilancio familiare.
Le uscite destinate ai figli vengono così ripensate, con un equilibrio sempre più delicato tra le necessità quotidiane e le spese legate al tempo libero, alla socialità e alle esperienze di crescita.
Tra le voci che registrano un saldo negativo nella spesa emergono soprattutto giochi e giocattoli (19%), tecnologia (16%) e paghetta e regali (15%), seguiti da vacanze e tempo libero (10%) e attività extrascolastiche (3%). Per baby-sitter e centri estivi, il 7% dichiara di aver ridotto la spesa, mentre l’11% afferma di avervi rinunciato.
Le rinunce sono particolarmente visibili proprio nelle occasioni che contribuiscono ad arricchire la quotidianità dei più giovani. Il 12% delle famiglie con figli dichiara di aver rinunciato o ridimensionato vacanze e tempo libero, l’11% le attività extrascolastiche e il 10% le attività sportive.
Non tutte le spese, tuttavia, seguono la stessa dinamica. Alcune voci legate alla gestione quotidiana dei figli continuano inevitabilmente a pesare sui bilanci familiari: il 25% segnala un aumento delle spese per l’alimentazione nella fascia 0-3 anni e altrettanto per pannolini e prodotti per l’igiene. Il 19% dichiara inoltre un aumento delle spese per libri e materiale scolastico, mentre il 12% segnala maggiori costi per mensa, trasporti e rette.
Il risultato è una gestione differenziata delle spese: da un lato si cerca di assorbire l’aumento dei costi legati alle necessità quotidiane, dall’altro si interviene sulle voci considerate più flessibili, riducendo gli acquisti o rinunciando ad alcune opportunità.
Questi comportamenti si inseriscono in una trasformazione più ampia delle abitudini delle famiglie italiane. I rincari non incidono soltanto sulla capacità di spesa, ma sulle scelte che le persone possono permettersi di compiere nella vita quotidiana.
"Le famiglie stanno adottando strategie di risparmio sempre più selettive: cercano convenienza e alternative meno costose per gli acquisti quotidiani, ma devono fare i conti anche con spese essenziali che continuano ad aumentare. È in questo equilibrio tra necessità e possibilità che si misura oggi l’impatto del caro vita sui bilanci familiari", commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra.
La precedente rilevazione Eumetra mostrava già come il 43% degli italiani avesse ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, il 32% avesse ridimensionato viaggi e vacanze e il 28% avesse ridotto la spesa alimentare. Per i mesi successivi, il tempo libero risultava la prima voce di spesa che le famiglie prevedevano di comprimere, indicata dal 62% di chi si preparava a ridurre i consumi.
I nuovi dati sul carrello e sulle spese per i figli confermano la centralità di questa dinamica: quando il bilancio familiare è sotto pressione, il risparmio non si limita alla ricerca di prezzi più bassi, ma può tradursi nella rinuncia a prodotti, esperienze e attività.
Il punto di attenzione riguarda quindi non soltanto quanto le famiglie spendono, ma anche ciò a cui rinunciano per riuscire a sostenere le spese necessarie. Perché, quando la contrazione dei consumi coinvolge il tempo libero, le attività sportive, i giochi e le occasioni di socialità dei figli, il caro vita smette di essere soltanto una questione economica e diventa un tema che riguarda direttamente la qualità della vita familiare.
Caro vita, famiglie sempre più in difficoltà: tagli a giochi, attività e tempo libero dei figli
19 ottobre 2026 - 11.51