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Istat: spesa media delle famiglie stabile a 2.782 euro nel 2025, cresce l'alimentare

Il divario tra Nord-est e Sud sale al 39,3%.

Istat: spesa media delle famiglie stabile a 2.782 euro nel 2025, cresce l'alimentare
(Teleborsa) - Nel 2025 la spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è di 2.782 euro, sostanzialmente invariata rispetto ai 2.755 euro del 2024 (+1,0%), con un'inflazione Ipca moderata al +1,6%. Il report Istat ha mostrato che la spesa mediana è di 2.338 euro (2.240 nel 2024). La spesa non alimentare resta stabile a 2.230 euro, l'80,2% del totale, con abitazione ed energia al 36,0% e trasporti al 10,6%.

Alimentari in crescita

Aumenta invece la spesa per prodotti alimentari e bevande analcoliche, da 533 a 552 euro (+3,6%), anche per effetto dei prezzi (+3,0% l'Ipca di comparto). La quota sul totale sale dal 19,3% al 19,8%, con incrementi per caffè (+14,6%), acqua (+8,3%) e pesce (+7,8%). Il 29,4% delle famiglie dichiara di aver limitato la spesa per cibo (31,1% nel 2024), mentre l'abbigliamento resta la voce più compressa: ha provato a ridurla il 43,8% di chi la sostiene.

Divari territoriali e per cittadinanza

Le famiglie del Nord-est spendono in media 3.087 euro, 871 in più di quelle del Sud (2.215), il 39,3% in più, contro il 37,9% del 2024. Per regione, Trentino-Alto Adige in testa con 3.444 euro e Puglia in coda con 1.975. Nel Sud gli alimentari pesano il 25,4% della spesa, contro il 17,7% del Nord-ovest. Si allarga anche il divario di cittadinanza: le famiglie di soli italiani spendono 2.859 euro, quelle con almeno uno straniero 2.074, il 38% in meno (gap di 785 euro, da 680 del 2024).

Affitti, mutui e disuguaglianza

Pagano un affitto 4,8 milioni di famiglie (18,1%), con un canone medio di 438 euro (+3,6%). Un mutuo grava su 3,4 milioni di famiglie proprietarie (17,6%), con una rata media di 565 euro (-2,7%). Cresce la spesa delle famiglie unipersonali (+7,2% a 2.070 euro), con un +8,4% tra gli anziani soli. Sulla disuguaglianza, il quinto più povero sostiene l'8,2% della spesa totale e il più ricco il 39,2%, con un rapporto interquintilico in lieve calo da 4,9 a 4,8. Tra il 2018 e il 2025 la spesa equivalente è salita del 14,0% in termini correnti, ma è calata del 5,9% in termini reali.

Il commento dei consumatori

Per il Codacons i dati mostrano che "per far fronte all'aumento dei prezzi, gli italiani hanno modificato profondamente le proprie abitudini": oltre al 29,4% delle famiglie che ha ridotto quantità e qualità del cibo, il 45,1% ha cambiato i comportamenti di acquisto nei viaggi, quasi il 32% la spesa in carburanti e una famiglia su quattro (25,4%) ha tagliato sulla sanità. L'Unione Nazionale Consumatori rileva invece che, tenendo conto dell'inflazione Ipca all'1,6%, la spesa media cala in termini reali di 17 euro (-0,6%). "Un segno evidente delle sempre maggiori difficoltà dovute ai rincari, che mettono in ginocchio le famiglie, soprattutto quelle meno abbienti", denuncia il presidente Massimiliano Dona, che definisce "grave che il Governo non intervenga contro il caro bollette di luce e gas di famiglie e imprese e contro il caro carburanti, contenendo l'inflazione".
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