(Teleborsa) - Neva SGR, società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo, ha investito con il proprio Fondo Neva II in Nouscom, azienda biotecnologica in fase clinica specializzata nell'intercettazione del cancro, per lo sviluppo di immunoterapie di nuova generazione. Con quartier generale in Svizzera e laboratori di ricerca e produzione in Italia, nel Tecnopolo di Castel Romano, Nouscom ha chiuso un round di raccolta di finanziamenti di Serie D (la fase avanzata per le società già mature) da 120 milioni di euro che ha registrato una domanda superiore all'offerta.

Neva SGR ha partecipato al round co-investendo al fianco di primari fondi internazionali, dell'azienda farmaceutica Angelini Industries (tramite Angelini Investments) e della Banca Europea per gli Investimenti (tramite Aurea, il suo fondo di coinvestimento con Angelini Ventures). Anche tutti gli attuali investitori internazionali di Nouscom nel settore delle Scienze della Vita hanno partecipato al round.

"Siamo particolarmente orgogliosi di sostenere Nouscom nello sviluppo di una immunoterapia di nuova generazione per l'intercettazione del cancro, sia per gli incoraggianti risultati clinici ottenuti sia perché le sue attività di ricerca e produzione si svolgono prevalentemente in Italia - afferma Mario Costantini, AD di Neva SGR - Il venture capital si conferma uno strumento determinante per la crescita di società dalle grandi potenzialità come Nouscom e può contribuire a trattenere e attrarre talenti nel nostro Paese in un settore di grande rilevanza per il futuro del pianeta come quello delle Scienze della Vita".

Grazie ai capitali raccolti, Nouscom proseguirà lo sviluppo di NOUS-209, un'immunoterapia antitumorale sperimentale pronta all'uso basata sui neoantigeni, attraverso un unico studio clinico a livello globale finalizzato all'ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio per l'intercettazione del cancro nei portatori della sindrome ereditaria di Lynch (LS), per il quale la Food and Drug Administration ha concesso la designazione Fast Track.

"Oltre due milioni di portatori del gene LS convivono con un rischio di sviluppare un tumore nel corso della vita che può arrivare fino all'80% e non hanno a disposizione altro che la sorveglianza e la chirurgia - dichiara Marina Udier, AD di Nouscom - Abbiamo fondato Nouscom per cambiare questa situazione. Questo finanziamento, insieme ai dati che presenteremo all'ESMO, ci avvicina a un mondo in cui il cancro viene fermato prima ancora che insorga. Sono grata ai nostri investitori, sia nuovi che esistenti, per aver sostenuto questa convinzione, e alla squadra che sta dietro a NOUS-209".