(Teleborsa) - Gli italiani ritengono che la società consideri una persona anziana intorno ai 60 anni, ma dichiarano di iniziare a sentirsi avanti con l’età già intorno ai 50. La soglia personale scende a 48 anni per le donne e a 53 per gli uomini, mentre tra la Gen Z arriva a 37 anni. E' quanto emerge dal sondaggio di Unobravo.

Le principali preoccupazioni legate all’invecchiamento riguardano la salute fisica e la mobilità (50%), seguite dalla salute cognitiva (35%), dai cambiamenti nell’aspetto fisico (29%) e dalla perdita di indipendenza (28%). Inoltre, il 55,5% ritiene che la società abbia una visione negativa dell’invecchiamento e il 39,1% avverte la pressione di mantenere un aspetto giovane.

Con il passare degli anni cambiano anche priorità e comportamenti: il 26% presta maggiore attenzione alla salute fisica e altrettanti diventano più riflessivi rispetto alle proprie scelte. Allo stesso tempo, l’invecchiamento può portare aspetti positivi: il 51,5% si sente più a proprio agio con sé stesso e il 52,2% riferisce una maggiore resilienza emotiva.

I risultati mostrano che la percezione dell’età varia tra generazioni e individui. Invecchiare non significa soltanto affrontare cambiamenti fisici, ma anche ridefinire le proprie priorità, il rapporto con sé stessi e le aspettative sociali.