(Teleborsa) - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato e rinviato alle Camere per la conversione il Decreto sicurezza, il provvedimento in materia id ordine pubblico e contrasto alla criminalità minorile fortemente sostenuto dalla Lega e, dopo i disordini verificatisi a Milano lo scorso weekend, spostato da tutto il Governo.


Salvini: militari a garanzia dell'ordine pubblico


"Milano sarà presidiata, e anche le stazioni", ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini dalla Prefettura di Milano, annunciando che saranno mobilitati 500 parà della Folgore, per "garantire l'ordine pubblico assieme alle altre forze dell'ordine ed intervenire in caso di necessità" ed aprendo anche all'uso dei droni ed altri mezzi "adeguati a intervenire velocemente. "Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente. Sono militari e rispetteranno la legge", ha concluso Salvini.

Il Decreto sicurezza nasce all'ombra del Duomo

Il provvedimento varato dal CdM lunedì scorso, 20 ottobre, all'indomani delle violenze e dei saccheggi di Piazza Duomo, a Milano, consta di otto articoli e contiene una serie di disposizioni che attuano un vero e proprio giro di vite sulla criminalità minorile - dall’arresto in flagranza differita alle sanzioni a carico dei i genitori dei minorenni - e riprende una serie di misure già collaudate in precedenti decreti, come il decreto Caivano ed il precedente decreto Sicurezza.


Dall'imputabilità dei 14enni alle multe per i genitori: le novità


Fra le novità del nuovo provvedimento, c'è l'imputabilità anche per i minorenni, dai 14 anni in su, che si fonda sulla presunzione di capacità di intendere e di volere del minore, e l'estensione del fermo preventivo ai luoghi affollati per chi ha compiuto almeno 16 anni.

Da segnalare anche il nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Questo reato punisce chi, in occasione di manifestazioni, utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l'incolumità delle persone. Comportamenti puniti con la reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20mila euro, pena che aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto e se si danneggiano infrastrutture o servizi di pubblica utilità.

Punito con la la reclusione da quattro a dodici anni anche chi, con "strumenti informatici o telematici", organizza o promuove la formazione di gruppi per dar vita a manifestazioni violente. Prevista, infine, l'estensione dell'arresto in flagranza differita.

E' prevista la procedibilità d'ufficio anche per lesioni personali lievi o lievissime a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.

Per i genitori dei minorenni che commettono violenze sono previste multe da 500 a 1.000 euro, raddoppiabili in caso di reiterazione del reato.

Tra le misure, c'è anche il divieto di raduno, che può essere disposto dal questore a carico di minorenni, quando cinque o più di loro, anche in forma di gruppo, tengano comportamenti intimidatori in luogo pubblico o aperto al pubblico. Tale misura di prevenzione può interessare anche determinate fasce orarie o persone che abbiano già commesso fatti per i quali è prescritta una misura preventiva nei cinque anni precedenti.