E' quanto afferma Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer del colosso petrolifero italiano, durante la conference call sui conti del terzo trimestre 2026. Risultati dai quali sono emersi infatti un EBIT proforma adjusted di Gruppo di €6 mld, raddoppiato rispetto al trimestre di confronto (crescita del 12% su base sequenziale) e un utile netto adjusted di €2,8 mld, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno.
Una solida situazione patrimoniale
Parallelamente, "stiamo generando un solido flusso di cassa e riducendo il debito al livello più basso di sempre". Nel 3Q 2026 il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante è stato di €4,29 mld, finanziando investimenti organici per €1,3 mld mentre l'indebitamento finanziario netto si è attestato a €6,7 mld a fine settembre 2026, con un gearing proforma pari al 9%.
"Mentre cresciamo, vogliamo che tutti i nostri azionisti beneficino di questo sviluppo positivo. Per questo motivo, affianchiamo alla nostra strategia industriale una politica di remunerazione progressiva, che ha anch’essa raggiunto un livello record". La remunerazione agli azionisti è stata di €1,9 mld, che comprende la prima tranche del dividendo '26 (€0,8 mld) e l’esecuzione del programma di buyback '26 (€1,1 mld).
Una premiante remunerazione degli azionisti
"La storica solidità del nostro bilancio e l'eccellente flusso di cassa operativo (CFFO) ci consentono inoltre di confermare l'incremento del piano di riacquisto di azioni proprie (buyback) e l'annuncio di un dividendo straordinario. Oggi portiamo il piano di buyback per il 2026 a 3,8 miliardi di euro, rispetto ai 3,4 miliardi di euro precedentemente previsti: un valore pari a 2,5 volte la guidance iniziale. Inoltre, confermiamo la distribuzione di un dividendo straordinario di 1,3 miliardi di euro, con data di stacco cedola fissata al 7 dicembre; ciò porta il totale dei dividendi in contanti per quest'anno a 4,4 miliardi di euro, il livello più alto nella storia di Eni".
"Si tratta di una remunerazione complessiva per gli azionisti pari a 8,2 miliardi di euro, ovvero il 50% del CFFO, che equivale a un rendimento sul prezzo delle nostre azioni superiore all'11%".
"E' stato un altro trimestre eccellente", conclude Gattei, "in linea con quanto già espresso in occasione del secondo trimestre: Eni si trova in una delle posizioni più solide della sua storia".