(Teleborsa) - Venerdì sera Moody's ha confermato il rating della Francia ad Aa3 con outlook negativo, smentendo le attese di un declassamento, mentre Scope ha lasciato invariato il giudizio sull'Italia a BBB+. Una tregua che arriva al termine di una settimana di forte tensione sui titoli di Stato: il rendimento dell'OAT decennale ha superato il 5% per la prima volta da luglio 2002 e lo spread tra BTP e Bund ha sfiorato i 130 punti base. Il prossimo appuntamento è fissato al 13 novembre, con la revisione di S&P sull'Italia. Ma per chi investe la vera prova potrebbe arrivare nel 2027, quando Parigi e Roma andranno al voto a pochi mesi di distanza.
Un anno di incertezza politica che metterà alla prova anche i certificati di investimento, strumenti sempre più diffusi tra i risparmiatori italiani (18,4 miliardi di euro collocati nel primo semestre, record secondo ACEPI) ma complessi, la cui promessa di protezione va letta con attenzione.
Il voto entra nei prezzi
In Francia le presidenziali sono attese nella primavera del 2027. In Italia, secondo Bank of America, la finestra elettorale si è allargata dal secondo trimestre fino all'autunno, con una nuova legge elettorale che assegna un premio di seggi alla coalizione oltre il 42%. "C'è distinzione tra un aumento dell'incertezza politica e un più ampio ritorno del rischio politico o macroeconomico italiano", spiega a Teleborsa Chiara Angeloni, Europe Economist di Bank of America. "L'incertezza sul quadro politico è certamente in aumento. Le elezioni del 2027 stanno entrando progressivamente nel focus dei mercati". La nuova legge elettorale, aggiunge, "rende l'esito delle prossime elezioni particolarmente binario": la costruzione delle coalizioni, i programmi e le scelte di leadership saranno quindi sempre più al centro dell'attenzione degli investitori nei prossimi mesi.
Per ora i rischi macroeconomici e fiscali specifici dell'Italia restano contenuti, e il confronto con Parigi è favorevole: "Sebbene manteniamo una certa cautela nei confronti della Francia, siamo relativamente meno preoccupati per l'Italia", osserva Angeloni. Una resilienza che però "non deve essere data per scontata" e che dipenderà dal ciclo elettorale e dalle prossime scelte di bilancio.
I precedenti mostrano che il voto si fa sentire ben prima delle urne. Nel 2024 l'annuncio delle elezioni anticipate in Francia fece quasi raddoppiare in poche settimane lo spread tra OAT e Bund, da circa 45 a oltre 80 punti base; in Italia, nel maggio 2018, la difficile nascita del governo spinse il differenziale tra BTP e Bund oltre i 300 punti.
Quando il sottostante diventa il BTP
Il ritorno della volatilità sui tassi d'interesse sta guidando una progressiva evoluzione nell'offerta di prodotti strutturati. Accanto ai tradizionali certificati su azioni e indici, cresce l'interesse per le soluzioni legate al rendimento del BTP decennale, parametrate all'indice Solactive SOITA10Y. "Abbiamo registrato un incremento significativo dei volumi su questi strumenti: la dinamica dei tassi e il contesto di maggiore volatilità consentono di strutturare soluzioni a capitale protetto con profili cedolari particolarmente competitivi su scadenze tra 8 e 15 anni", spiega a Teleborsa Marco Medici, Head of Public Distribution Italy di UniCredit.
Un esempio concreto aiuta a comprendere la struttura. A settembre UniCredit ha quotato su MOT e Bond-X un'obbligazione a 15 anni che riconosce una cedola fissa dell'8,40% lordo annuo per i primi quattro anni; dal quinto anno la cedola all'8,40% viene corrisposta a condizione che, alla data di osservazione annuale, l'indice Solactive SOITA10Y (che traccia il rendimento del BTP decennale) sia pari o inferiore al 4,50%. Il rimborso del capitale a scadenza è garantito al 100%. Lo strumento risponde alla domanda di quegli investitori che ricercano flussi cedolari stabili a fronte di un livello di rendimento del BTP coerente con i parametri fissati dalla struttura. Il funzionamento evidenzia l'importanza dell'orizzonte temporale: sebbene nel breve termine il rendimento di mercato possa oscillare sopra la soglia e influenzare il prezzo del titolo prima della scadenza, la prima osservazione della condizione avverrà solo a partire dal 2031.
L'evoluzione della gamma prosegue con lo studio di strutture di tipo range accrual, in cui la maturazione del flusso cedolare avviene per ciascun giorno in cui il sottostante si mantiene all'interno di un corridoio predefinito. Questa caratteristica tecnica permette di mitigare il rischio della singola data di rilevazione puntuale, distribuendo l'osservazione sull'intero periodo. "Attualmente stiamo strutturando queste soluzioni di investimento sotto forma di obbligazioni, con l'obiettivo di estendere il formato anche ai certificati nel corso dei prossimi mesi", evidenzia Medici.
Il cambiamento si vede anche sul mercato secondario. Secondo un'analisi fornita a Teleborsa da Borsa Italiana-Euronext, nei primi nove mesi dell'anno si sono ridotti gli scambi di certificati legati all'inflazione e all'Euribor, mentre sono comparsi quelli sul rendimento del BTP.
La protezione vale a scadenza
Il legame tra certificati e obbligazioni è più stretto di quanto molti risparmiatori immaginino. Un certificato a capitale protetto combina una componente simile a un titolo senza cedola, che garantisce il rimborso a scadenza, con un'opzione che genera il rendimento. Quando i tassi salgono la parte obbligazionaria costa meno, e i nuovi prodotti possono offrire cedole più alte.
Vale però anche il contrario, ed è l'aspetto meno conosciuto: prima della scadenza un certificato protetto si comporta come un'obbligazione e perde valore quando i rendimenti salgono. Non a caso, sempre secondo dati Borsa Italiana-Euronext, da inizio anno gli scambi di certificati a capitale protetto sul secondario sono calati del 9%: chi li ha in portafoglio vede i prezzi scendere e preferisce tenerli fino a scadenza.
In un anno elettorale il punto è decisivo: la protezione vale alla scadenza, non durante la vita del prodotto, e dipende comunque dalla solidità dell'emittente. Chi rischia di dover vendere prima, magari nelle settimane di maggiore tensione sugli spread, deve mettere in conto possibili perdite.
Scadenze e barriere: il calendario conta
Per chi teme le turbolenze del voto, la prima scelta è temporale: una scadenza successiva alle elezioni evita che il rimborso cada nei giorni di massima tensione. Conta poi il tipo di barriera, il livello del sottostante sotto il quale si perde la protezione. Con una barriera continua basta toccarla anche per un solo giorno; con una barriera osservata solo a scadenza conta il prezzo finale, e un crollo temporaneo non compromette la protezione. Lo stesso vale per le date di osservazione di cedole e rimborsi anticipati: se cadono a ridosso del voto, il certificato è esposto all'effetto di una singola giornata.
Sul fronte delle preferenze della clientela, nei contesti di mercato più complessi i flussi mostrano una rotazione verso soluzioni a maggiore protezione: oltre ai prodotti a capitale protetto, secondo UniCredit si confermano richieste per strutture a capitale condizionatamente protetto caratterizzate da barriere conservative (superiori al 50%) e sottostanti basati su indici diversificati.
Sul secondario, invece, crescono gli scambi su panieri di azioni (+25% da inizio anno), che hanno superato quelli sugli indici. Una scelta da fare con consapevolezza: nei panieri "worst of" il rimborso dipende dal titolo peggiore, e se il paniere include banche italiane o società francesi, molto sensibili agli spread, il rischio politico può concentrarsi proprio lì.
Volatilità: cedole più alte, rischi più alti
Le cedole dei certificati si finanziano vendendo opzioni, che valgono di più quando sale la volatilità attesa. Nei mesi che precedono un voto i nuovi prodotti tendono quindi a offrire premi più generosi. Ma una cedola più alta non è un regalo: è il segnale che il mercato prezza un rischio maggiore. Il confronto con il rendimento di un BTP di durata simile aiuta a misurare quanto rischio in più si sta assumendo. La ricerca di rendimento è già nei numeri: sul secondario i certificati a cedola periodica, come Cash Collect e Phoenix, sono saliti del 17% e valgono ormai oltre metà degli scambi di certificati di investimento.
Le preferenze cambiano rapidamente con il clima dei mercati. "I flussi riflettono con precisione le diverse fasi di mercato: se all'inizio dell'anno prevaleva l'interesse su soluzioni a capitale protetto che pagavano un tasso fisso, nella prima parte dell'estate abbiamo assistito a una concentrazione della domanda su panieri tematici legati ai titoli AI, per poi registrare un rinnovato ritorno sui prodotti legati a indici azionari come sottostanti", conclude Medici.
Le coperture per i più esperti
Chi vuole proteggere un portafoglio azionario per un periodo limitato, ad esempio a cavallo del voto, può ricorrere ai certificati a leva short su indici come FTSE MIB o CAC 40, che guadagnano quando il mercato scende. Il loro utilizzo è in crescita: nei primi nove mesi dell'anno gli scambi di certificati a leva sono aumentati del 22%, e il FTSE MIB resta il sottostante di riferimento, con circa un quarto degli scambi.
Sono però prodotti complessi, pensati per orizzonti brevi e da seguire ogni giorno. I certificati a leva fissa ricalcolano l'esposizione quotidianamente, e in un mercato volatile ma senza direzione questo meccanismo erode il valore. Se un indice perde il 5% in un giorno e il giorno dopo recupera il 5,26%, torna al punto di partenza; un certificato con leva 5 short guadagna il 25% il primo giorno ma perde circa il 26% il secondo, chiudendo con una perdita di quasi l'8% pur con l'indice invariato. Turbo e mini future evitano questo effetto, ma prevedono un livello di knock-out: se l'indice lo raggiunge, il certificato si estingue e l'investimento può andare perso del tutto.
Strumenti utili, insomma, ma solo per chi sa maneggiarli. In un anno in cui spread e politica detteranno il ritmo dei mercati, a fare la differenza sarà la conoscenza del prodotto più che la promessa di protezione.
Elezioni 2027 e spread in tensione: i certificati su tassi e indici alla prova dell'incertezza
Francia e Italia andranno alle urne a pochi mesi di distanza, con i titoli di Stato già sotto pressione
26 ottobre 2026 - 15.13