L’incontro ha visto confrontarsi l'On. Irene Manzi, l'On. Giovanna Miele, l'On. Chiara Tenerini, la Senatrice Barbara Floridia, Giuseppe Russo (Capo della Segreteria Tecnica del Sottosegretario al Ministero dell'Istruzione e del Merito) e Andrea Costa (esperto del Ministero della Salute). La proposta, avanzata per la prima volta nel 2012, è tornata in auge proprio quest’anno con il Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute sul legame tra arte, benessere e prevenzione, e vuole ribadire l’importanza di questa disciplina tra i ragazzi, soprattutto tra coloro che studiano materie per lo più tecniche e pratiche.
La storia dell’arte, secondo la professoressa Fiori, contribuisce “alla formazione di uno studente di un istituto tecnico-professionale perchè è una vera e propria palestra di competenze, che permette di allenare molte capacità che potrà poi impiegare concretamente nel mondo del lavoro”. È una disciplina che permette di “sviluppare una visione ampia, completando la competenza tecnica”.
Sulla necessità di ripensare al programma delle scuole professionali attraverso la reintroduzione della storia dell’arte è intervenuta Irene Manzi, capogruppo Partito Democratico in Commissione Istruzione alla Camera, che ha sottolineato come “Si tratta di un'azione che va sicuramente favorita e incoraggiata, proprio oggi che gli istituti tecnici sono un tema di grandissima attualità, anche per la politica scolastica. Ogni riflessione che consente di avere un profilo più ampio e di favorire anche una formazione di cultura generale, di carattere generale e non solo specialistico, come appunto anche il tema della storia dell'arte suggerisce, è sicuramente un elemento di riflessione importante su cui è giusto che la politica partecipi e si si faccia carico di ascoltare queste queste ragioni”.
Per Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle, già presidente della Vigilanza Rai, “la storia dell'arte è una disciplina fondamentale per la nostra scuola pubblica italiana, perché in qualche misura è un paradigma, dà un linguaggio e i nostri ragazzi, le nostre ragazze hanno bisogno di poter apprendere la storia dell'arte per poter riconoscere, comprendere anche i comportamenti, per essere cittadini attivi e responsabili". Mentre Andrea Costa, esperto del Ministero della Salute per l'attuazione del PNRR, ha introdotto anche il concetto di benessere psicofisico dei giovani “di fronte al grande disagio giovanile c’è la consapevolezza di come l'arte e la cultura possano essere uno strumento propositivo e positivo. Non solo legato all'educazione e al senso civico, ma anche legato al benessere della salute. Salute non significa solamente curare una malattia, salute significa anche il benessere psicofisico e, sotto questo aspetto, il contributo dell'arte può essere un contributo fondamentale”.
"Restituire la Storia dell’arte tramite il linguaggio del colore ai ragazzi non è un'utopia poetica, ma una scelta educativa, culturale e politica, urgente - ha sottolineato la prof.ssa Fiori - per contrastare l’impoverimento scolastico e culturale e consentire a ciascuno studente di trovare la propria voce e dare colore al proprio futuro. Soprattutto in un'epoca, come quella attuale, dominata dalla prestazione tecnologica e dalla pervasività dell'intelligenza artificiale"