(Teleborsa) - Il Piano Industriale 2026-2035 di Iren prevede investimenti per circa 10,4 miliardi di euro a supporto di due leve di crescita: il rafforzamento delle infrastrutture strategiche (servizio idrico, distribuzione elettrica e termovalorizzatori), aree a cui è destinato il 50% degli investimenti, e l’efficienza operativa con un miglioramento della qualità dei servizi erogati e della redditività. La focalizzazione sui business regolati sosterrà la crescita dell’EBITDA del 4% medio annuo, dell’utile netto del 6% medio annuo al 2035. La solida struttura patrimoniale permette inoltre di confermare la dividend policy, con un dividendo in crescita dell’8% annuo fino al 2027 e del 6% fino al 2030, nonché la flessibilità finanziaria necessaria per cogliere ulteriori opportunità di sviluppo organico ed inorganico.
Investimenti per oltre 10 miliardi
Il Piano prevede complessivamente 10,4 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2026-2035, distribuiti in modo equilibrato lungo l’intero arco temporale. Oltre l’80% delle risorse è destinato alle Business Unit a maggiore contenuto infrastrutturale, con particolare focus su reti, ambiente ed energia.
Gli investimenti sono orientati al rafforzamento delle infrastrutture strategiche del Gruppo, attraverso l’ammodernamento del servizio idrico, lo sviluppo della distribuzione elettrica, la realizzazione di nuovi termovalorizzatori, l’espansione del teleriscaldamento e la valorizzazione degli asset energetici ritenuti strategici. Il portafoglio investimenti presenta inoltre un profilo di rischio contenuto, grazie al fatto che il 73% delle risorse è destinato ad attività regolate o semi-regolate e il 55% è riservato al mantenimento e al rinnovo degli asset esistenti, mentre il restante 45% sostiene la crescita e lo sviluppo dell’asset base del Gruppo. Oltre il 73% degli investimenti complessivi, pari a 7,6 miliardi di euro, è destinato a progetti a supporto della sostenibilità e transizione e il 62% è ammissibile alla Tassonomia Europea.
Guardando alle business unit, le Reti, uno dei principali motori di crescita del Piano, assorbiranno 4,4 miliardi di euro di risorse, di cui 2,4 miliardi solo al servizio idrico integrato. All'area Ambiente sono destinati 2,2 miliardi di euro di investimenti. La Business Unit Energia riceverà 2,2 miliardi, di cui 700 milioni al teleriscaldamento. 800 milioni andranno al segmento Mercato.
Marginalità in crescita
Il piano di investimenti sostiene una crescita della marginalità lungo l’intero arco di Piano, con un incremento medio annuo dell’EBITDA del 4% sia al 2030 sia al 2035.
Con riferimento ai driver di crescita al 2030, i principali contributi positivi derivano da: 200 milioni di euro di crescita organica, sostenuta dall’incremento del vincolo dei ricavi nelle reti, dalla piena operatività degli impianti di recupero materia e dallo sviluppo del
teleriscaldamento; 130 milioni di euro di sinergie, generate da un articolato piano di cost management che comprende circa 150 progetti in 8 aree di intervento e prevede benefici annui per circa 25 milioni di euro, in aumento di circa 30 milioni rispetto al precedente Piano Industriale; 5 milioni di euro legati allo scenario energetico e regolatorio, principalmente grazie al recupero dell’inflazione sui costi operativi dei business regolati.
Struttura finanziaria equilibrata
La crescita prevista sarà sostenuta da una rigorosa disciplina finanziaria. Pur a fronte di un programma di investimenti pari a 10,4 miliardi di euro, il profilo finanziario rimane solido: il rapporto IFN/EBITDA è atteso attestarsi a 3,0x nel 2030 e a 2,8x nel 2035, mantenendosi lungo tutto l’arco di Piano ampiamente al di sotto della soglia di 3,5x e garantendo al Gruppo un significativo
margine di flessibilità finanziaria. Tale dinamica è supportata dalla crescente incidenza delle attività regolate e semi-regolate, che rappresentano circa il 75% dell’EBITDA al 2030 e raggiungono l’80% a fine Piano.
Il costo medio del debito, attualmente pari al 2,4%, è previsto in graduale aumento per effetto del rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza, mantenendosi inferiore al 2,8% nel biennio 2027-2028, intorno al 3% nel periodo 2029-2030 e attestandosi successivamente in area 3,3%.
Dividendo in crescita del 8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030
Si conferma la dividend policy comunicata lo scorso anno con un dividendo in crescita del +8% sino al 2027 e del +6% dal 2028 al 2030. Questa traiettoria riflette la capacità del Gruppo di coniugare un importante programma di investimenti, preservando una struttura finanziaria equilibrata e, al tempo stesso, garantendo una crescita costante e attrattiva della remunerazione agli azionisti. La politica dei dividendi è coerente, inoltre, con la natura prevalentemente regolata e resiliente del portafoglio di attività e offre agli investitori un elevato livello di visibilità nel medio-lungo termine.
Il commento del Presidente esecutivo Luca Dal Fabbro
“Con il Piano Industriale al 2035 confermiamo la nostra capacità di coniugare ambizione industriale, crescita sostenibile e disciplina finanziaria contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture strategiche del Paese. Gli investimenti previsti sosterranno una crescita dell’EBITDA fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035, rafforzando ulteriormente il peso delle attività regolate e semi-regolate che raggiungeranno l’80%. Il tutto mantenendo una solida disciplina finanziaria, con un rapporto IFN/EBITDA in progressiva riduzione fino a 2,8x a fine Piano, nel pieno rispetto delle soglie fissate per il mantenimento degli attuali livelli di rating. Tale struttura finanziaria ci permette, inoltre, di confermare la dividend policy, offrendo ai nostri azionisti visibilità, stabilità e una remunerazione sostenibile nel lungo termine.”
Il commento dell'Amministratore Delegato Gianluca Bufo
“Con 10,4 miliardi di euro di investimenti, di cui circa la metà destinata alle infrastrutture strategiche del ciclo idrico, della distribuzione elettrica e dei termovalorizzatori, il Piano rafforza il posizionamento di Iren nei business in cui esprimiamo competenze distintive e un solido vantaggio competitivo. Accanto alla crescita infrastrutturale, abbiamo avviato un importante percorso di trasformazione del Gruppo fondato su sinergie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e semplificazione organizzativa, con l’obiettivo di incrementare il ROI fino al 10% al 2035. Queste iniziative ci consentiranno di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi, rafforzare la competitività del Gruppo e sostenere una crescita media annua dell’EBITDA del 4% e dell’utile netto del 6%. Infine, la flessibilità finanziaria preservata dal Piano ci consente una più forte capacità di investimento per cogliere ulteriori opportunità strategiche.”