(Teleborsa) - Israele vota oggi per la prima volta dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, in un clima di forte tensione dopo tre anni di guerre su più fronti e con il conflitto con l'Iran che incombe. Sono le elezioni decisive per la sopravvivenza politica di Benjamin Netanyahu, il premier più longevo della storia del Paese, e le prime dal 1988 a compiere un intero mandato di quattro anni. Nonostante i ripetuti endorsement di Donald Trump, i sondaggi restano invariati: un testa a testa serrato tra il blocco di Netanyahu e quello dell'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot. Le ultime scintille arrivano dalle rivelazioni di Channel 12, secondo cui Netanyahu avrebbe ordinato all'Idf di attaccare Teheran per un conflitto lampo prima del voto, trovando il muro del capo dell'esercito Eyal Zamir.
Il rivale
Eisenkot, 66 anni, secondo di quattro figli di una famiglia di ebrei marocchini, è stato capo di stato maggiore dal 2015 al 2019 e deputato dal 2022 con il partito di Benny Gantz, poi ministro senza portafoglio nel gabinetto di guerra di Netanyahu dal 12 ottobre 2023. Ha fatto della fine del governo Netanyahu, con "sicurezza e prosperità", la sua "missione di vita". Nella guerra di Gaza ha perso il figlio Gal, morto a Jabalia il 7 dicembre 2023, e due nipoti. Il suo nome è legato alla "dottrina Dahiya", che ammette risposte "sproporzionate" e la distruzione di infrastrutture civili nelle guerre asimmetriche.
Le ricette economiche
Netanyahu ha proposto negli anni un'economia autarchica da "super-Sparta" e perfino l'uso di criptovalute per un'"economia alternativa", suscitando le critiche di opposizione, presidente Isaac Herzog, Banca d'Israele, mondo hi-tech e sindacato Histadrut. Intanto il settore tecnologico è cresciuto, con fusioni e acquisizioni per circa 82 miliardi di dollari, incluse le due maggiori acquisizioni straniere della storia (Wiz e CyberArk), mentre i cittadini hanno pagato il prezzo di richiami dei riservisti e sfollamenti: circa 150mila israeliani avrebbero lasciato il Paese.
Come si vota
Gli aventi diritto sono 7.331.981, in 12.018 seggi, aperti dalle 7 alle 22. Il sistema è proporzionale con collegio unico e soglia di sbarramento al 3,25% per i 120 seggi della Knesset. I risultati saranno ufficializzati il 4 novembre, con ricorsi fino al 18. Il presidente affiderà poi l'incarico al leader con maggiori probabilità: 28 giorni, estendibili di 14, per formare una maggioranza di 61 seggi. Se nessuno ci riesce, si torna alle urne.
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Israele al voto, sfida Netanyahu-Eisenkot: sondaggi in bilico tra i due blocchi
Prime urne dopo il 7 ottobre
27 ottobre 2026 - 10.36