L'utile operativo è invece crollato a 1,8 miliardi di dollari (-59%, -61% a cambi costanti), in calo principalmente a causa di maggiori spese di ricerca e sviluppo, tra cui una svalutazione parziale di 1,9 miliardi di dollari dell'attività IPR&D di del-desiran, e di maggiori altre spese, parzialmente compensate da maggiori vendite nette.
In forte calo anche l'utile netto attestatosi a 1,2 miliardi di dollari (-70%, -71% a cambi costanti), con un utile per azione di 0,63 dollari (-69%, -70% a cambi costanti).
L'utile operativo core è stato pari a 6,0 miliardi di dollari (+11%, +10% a cambi costanti), trainato principalmente dall'aumento delle vendite nette, e con il relativo margine al 41,6% delle vendite nette, in aumento di 2,3 punti percentuali (2,0 punti percentuali a cambi costanti).
L'utile netto core si è fissato a 4,7 miliardi di dollari (+8%, +6% a cambi costanti), trainato da un maggiore utile operativo core, parzialmente compensato da maggiori oneri finanziari. L'utile per azione core si è attestato a 2,46 dollari (+9%, +8% a cambi costanti).
Le prospettive
Novartis stima per il 2026 vendite nette in crescita "low single-digit" e un utile operativo core stabile o in aumento "low single-digit" rispetto a una precedente stima che indicava un calo "low single-digit".
Le parole del management
Commentando i risultati del terzo trimestre 2026, Vas Narasimhan, CEO di Novartis, ha dichiarato: "Novartis ha registrato una solida crescita delle vendite nel terzo trimestre, grazie al fatto che i marchi prioritari e i nuovi lanci hanno più che compensato l'erosione del mercato dei generici, dimostrando la capacità di sostituzione del business. Insieme agli sforzi per la produttività, ciò ha determinato una solida performance in termini di utili e ci ha permesso di rivedere al rialzo le nostre previsioni per l'intero anno".
"Allo stesso tempo, abbiamo continuato a far progredire la nostra pipeline, con risultati positivi di Fase III per remibrutinib nella sclerosi multipla recidivante-remittente (RMS), l'ampliamento delle indicazioni per Rhapsido e Pluvicto negli Stati Uniti e la prima richiesta di autorizzazione per pelabresib nell'UE. Sebbene i risultati di del-desiran nella distrofia miotonica di tipo 1 (DM1) non siano stati quelli sperati, abbiamo riscontrato evidenze di attività clinica nei dati e stiamo lavorando sul percorso di sviluppo di questo farmaco. È importante sottolineare che i nostri programmi per la distrofia muscolare facio-scapolo-omerale (FSHD) e la distrofia muscolare di Duchenne (DMD) continuano a progredire bene. Grazie al continuo slancio del business e della pipeline, rimaniamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi a medio e lungo termine".