(Teleborsa) - Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno presentato al Cdm lo schema di decreto legislativo recante "Riordino e coordinamento delle disposizioni concernenti la concessione di spazi e aree pubblici di interesse culturale o paesaggistico alle imprese alberghiere e alle imprese di pubblico esercizio per l’installazione di strutture amovibili funzionali all’attività esercitata, in attuazione dell’articolo 26 della legge 16 dicembre 2024, n. 193, recante legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023". Il testo, frutto del lavoro congiunto dei due Ministeri, è stato approvato in esame preliminare.
Il provvedimento introduce un quadro stabile per i dehors funzionali alle imprese alberghiere e ai pubblici esercizi. L’obiettivo è dare certezza agli operatori nella programmazione degli investimenti, ridurre gli adempimenti e le tempistiche delle amministrazioni e assicurare la Tutela del patrimonio.
"La Tutela del patrimonio e la vita delle nostre città – ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – richiedono regole chiare e scelte responsabili. Concentriamo l’attenzione sui luoghi di eccezionale valore e favoriamo soluzioni che rispettino i monumenti, il paesaggio e il decoro degli spazi pubblici. Con questo provvedimento rendiamo più semplice, veloce ed efficiente il rapporto tra imprese e amministrazioni e assicuriamo che la fruizione dei beni culturali resti al centro delle decisioni".
"È una riforma concreta che semplifica la vita delle imprese, offrendo regole più chiare e tempi certi per investire e programmare le proprie attività", ha dichiarato il Ministro Urso. "Vogliamo rendere i pubblici esercizi ancora più funzionali alla socialità e contribuire a rafforzare il decoro urbano, soprattutto nei centri storici, coniugando le esigenze delle attività commerciali con la tutela dei luoghi della cultura e la qualità della vita dei residenti", ha concluso.
Le imprese avranno tempi di risposta più brevi per le autorizzazioni culturali e paesaggistiche: 45 giorni, rispetto ai termini ordinari che possono arrivare a 120. Alla scadenza scatterà il silenzio assenso: se l’amministrazione non si sarà pronunciata, il via libera si intenderà concesso. Tali autorizzazioni saranno necessarie soltanto per i dehors installati negli spazi direttamente prospicenti i beni di eccezionale valore e potranno essere negate solo se non sarà possibile modificare il progetto per salvaguardare i beni interessati.
Le aree interessate saranno individuate dal Ministero della Cultura e consultabili attraverso un sistema informativo accessibile online. Gli operatori potranno così conoscere, prima dell’investimento, le regole da seguire. Nelle altre aree non saranno necessarie le autorizzazioni delle Soprintendenze, ferme restando le competenze comunali sull’occupazione del suolo pubblico.
Per semplificare e accelerare il percorso burocratico, gli enti locali e il Ministero della Cultura potranno stipulare accordi o intese che definiscano criteri generali e prescrizioni su caratteristiche delle strutture, materiali, colori, collocazione e arredi. Quando tali condizioni saranno rispettate, l’installazione sarà autorizzata in automatico.
Il provvedimento favorisce il decoro urbano e la qualità dell’accoglienza, nel rispetto dell’identità dei luoghi e della fruizione dei beni culturali.
Il testo prevede inoltre una disciplina transitoria per la regolarizzazione dei dehors già installati, accompagnando il superamento del regime delle proroghe.
Questo decreto dimostra che interventi mirati, meditati e condivisi consentono di realizzare semplificazioni concrete nel rispetto delle esigenze di Tutela.
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28 ottobre 2026 - 20.02