(Teleborsa) - Il 61,2% delle entrate programmate dalle imprese italiane richiede competenze legate alle tecnologie Internet e agli strumenti di comunicazione digitale, circa 3,5 milioni di profili: è il dato dell'indagine 2025 del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che misura quanto la domanda di competenze digitali abbia superato il perimetro dei ruoli tecnici. Sullo stesso versante l'Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025 di AICA, Anitec-Assinform e Assintel, presentato il 18 novembre 2025, conta 135.860 annunci per professionisti ICT pubblicati nel 2024 a fronte di poco più di 72.000 nuovi profili usciti in un anno solare da lauree, master e ITS Academy, e quantifica in oltre 236.000 persone il divario da colmare per allineare l'Italia alla media europea degli occupati nel settore.

In questo quadro Freedom University, accademia di formazione professionale per il lavoro da remoto con sede a Roma, dichiara di avere ottenuto l'accreditamento come polo universitario per l'Università Telematica degli Studi IUL. La domanda di lavoro delle imprese resta orientata ai servizi. Il bollettino Excelsior diffuso il 19 ottobre 2026 assegna al mese di ottobre 539.000 entrate programmate, il 3,7% in più dello stesso mese del 2025, e 1,35 milioni al trimestre ottobre-dicembre, con i servizi al 65,3% del totale e una quota di difficile reperimento pari al 43,6% delle entrate previste.

Cambia in parallelo il modo in cui il lavoro viene organizzato: l'Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano colloca a 3,57 milioni i lavoratori italiani che operano almeno in parte da remoto, ultima rilevazione disponibile riferita al 2025, in crescita dello 0,6% sull'anno precedente.

"Siamo stati accreditati da poco come Polo Universitario per IUL, per cui, a breve i nostri percorsi rilasciano crediti formativi, i famosi CFU", spiega Jonni Pancaldi, founder di Freedom University. "È il primo riconoscimento che ci siamo presi", aggiunge.

L'Università Telematica degli Studi IUL è un ateneo accreditato dal Ministero dell'Università e della Ricerca con decreto del 2 dicembre 2005, nato dall'iniziativa di formazione a distanza promossa dall'INDIRE, l'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, e sottoposto alla valutazione dell'ANVUR come gli altri atenei. Nel modello organizzativo degli atenei telematici il polo svolge funzioni di orientamento, assistenza all'iscrizione, analisi della carriera dello studente ai fini dei crediti riconoscibili e ospita le sedi d'esame, mentre titoli e crediti restano in capo all'ateneo.

Le figure al centro dei percorsi sono tre e corrispondono ad altrettante fasi del processo di vendita a distanza. Il chatter cura la relazione con il potenziale cliente nelle conversazioni private e nelle chat dei canali social, il setter qualifica il contatto e fissa l'appuntamento commerciale, il closer conduce la trattativa fino alla firma. Sono mansioni che il marketing diretto conosce da decenni nella vendita telefonica, oggi trasferite su messaggistica e videochiamata.

"Tutti e tre io dico sempre che dobbiamo immaginarli come un'evoluzione del processo di vendita, e sono ruoli che fanno da tramite tra l'azienda e il cliente interessato all'acquisto di un prodotto o servizio", racconta Pancaldi.

Il riconoscimento dei crediti risponde a regole fissate dal decreto ministeriale 931 del 4 luglio 2024, adottato dal Ministero dell'Università e della Ricerca di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione. Il testo colloca a 48 il tetto dei crediti riconoscibili nelle lauree triennali e nelle magistrali a ciclo unico e a 24 nelle lauree magistrali, chiede una stretta coerenza con gli obiettivi formativi del corso di studio e prevede che il riconoscimento avvenga sulla base delle competenze dimostrate da ciascuno studente. All'ente presso cui l'attività si è svolta è richiesta una certificazione con le ore, la valutazione dell'apprendimento e le competenze acquisite.

"Quando tu decidi di voler istituzionalizzare e certificare un percorso di studi emergente come quello del settore vendite devi avere degli step ben chiari", sottolinea Pancaldi.

Sul profilo di chi si iscrive, la società riferisce di un pubblico tra i 20 e i 50 anni, composto da persone che cercano maggiore autonomia nella gestione del proprio tempo rispetto agli orari fissi del lavoro tradizionale e che aspirano a nuove opportunità di reddito attraverso competenze spendibili nel mercato digitale. Il percorso formativo punta a preparare gli studenti all’ingresso nel mercato del lavoro digitale, fornendo competenze pratiche e offrendo occasioni di confronto con aziende partner alla ricerca di figure professionali qualificate.

"Devi veramente formarti, e quindi a volte questo messaggio forse passa troppo poco", aggiunge Pancaldi, richiamando il peso della preparazione rispetto alle aspettative di guadagno rapido.

Il pubblico a cui l'offerta si rivolge è adulto, in un Paese dove la formazione in età adulta resta distante dai riferimenti europei. Il Rapporto Formazione e Lavoro 2026 dell'Osservatorio Proxima, diffuso il 5 ottobre 2026 su dati Eurostat dell'Adult Education Survey, colloca al 29% la quota di adulti italiani che partecipa ad attività formative contro il 39,5% della media dell'Unione europea. La richiesta delle imprese si muove in direzione opposta: sempre secondo l'indagine Excelsior 2025, il 93,7% delle entrate programmate per laureati prevede competenze digitali di base e circa 1,6 milioni di assunzioni, il 28% del totale, richiedono almeno una competenza digitale a elevata importanza.

Freedom University dichiara oltre 600 persone formate dall'avvio dell'attività e indica come prossimo passo il rilascio dei crediti formativi attraverso l'ateneo convenzionato. Il contesto di domanda resta ampio: l'indagine Excelsior 2025 assegna alle professioni ICT 164.260 entrate programmate con una quota di difficile reperimento del 58,1%, mentre l'approfondimento Excelsior del 1° luglio 2026 indica che il 72% delle imprese ha investito nella trasformazione digitale.