(Teleborsa) - “Condividiamo l’obiettivo generale della proposta: rafforzare la capacità europea di calcolo, ridurre le dipendenze strategiche da fornitori extracomunitari e creare condizioni più favorevoli allo sviluppo e all’adozione del cloud e dell’intelligenza artificiale”- sottolinea Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance durante l'audizione di oggi sul quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo del cloud e dell’IA discusso presso la 4a Commissione Politiche dell'Unione europea del Senato della Repubblica.
La proposta pur contenendo elementi positivi e una visione strategica condivisibile se letta nel più ampio contesto normativo europeo e nazionale, conferma un rischio di squilibrio. “L’Unione Europea sta rafforzando la regolamentazione e la programmazione delle infrastrutture digitali, ma non sta sviluppando con la stessa intensità strumenti concreti di sostegno al capitale di rischio, alla crescita delle startup e alla remunerazione del rischio degli investitori privati“– prosegue Cerruti.
Il settore delle startup innovative, del venture capital e dei business angels necessita di un ambiente in cui sia possibile raccogliere capitali, assumere talenti, sperimentare, scalare e uscire dal mercato con prospettive ragionevoli. In questo senso, il momento normativo appare complessivamente poco favorevole.
“Il dibattito sul 28° regime evidenzia l’esigenza di un quadro societario e fiscale europeo semplificato per le imprese innovative, capace di superare la frammentazione dei diritti nazionali e di facilitare la costituzione, la crescita e il fundraising transfrontaliero delle startup” – prosegue Cerruti. “Dall’altro lato, in Italia, la mancata proroga del credito d’imposta per chi investe in startup innovative ha indebolito uno degli strumenti più diretti per mobilitare capitale privato verso le imprese a più alto potenziale di crescita”.
Il risultato di questo è una contraddizione strategica. “L’Unione chiede maggiore sovranità tecnologica, più capacità di calcolo, più IA europea e più competitività industriale, ma non sempre mette l'ecosistema dell’innovazione nelle condizioni necessarie per generare i protagonisti di tale transizione. Le infrastrutture sono necessarie, ma non sufficienti: senza capitale di rischio, talenti, semplificazione e incentivi fiscali stabili, esse rischiano di alimentare prevalentemente grandi operatori infrastrutturali anziché un ecosistema imprenditoriale dinamico e al servizio della collettività” – conclude Cerruti.
Italian Tech Alliance: "Cloud e IA, per sovranità tecnologica più concretezza e meno frammentazione"
29 ottobre 2026 - 14.28