(Teleborsa) - La BCE dovrebbe mantenere invariati i tassi nella riunione del 29 ottobre, ma le rate dei mutui variabili potrebbero continuare a salire. Secondo l’analisi di Facile.it, da inizio 2026 la rata di un finanziamento standard da 126.000 euro in 25 anni è passata da 578 a 619 euro. In base alle previsioni dei futures sugli Euribor, potrebbe raggiungere 635 euro entro fine anno e sfiorare i 670 euro nel secondo semestre del 2027.

Perché potrebbero salire le rate
"L’Euribor, indice di riferimento per i tassi variabili, tende ad anticipare le mosse della BCE, pertanto è realistico immaginare che anche nelle prossime settimane l’indice continuerà a crescere in vista della previsione di un nuovo intervento della Banca Centrale Europea nella riunione di dicembre", spiegano gli esperti di Facile.it.

Nonostante l’aumento dell’inflazione, il mercato si aspetta che l’Eurotower attenda fino a dicembre per un nuovo intervento, sia per valutare eventuali miglioramenti a seguito della riapertura dello stretto di Hormuz, sia per evitare di creare ulteriore pressione su consumi, investimenti e crescita, già frenati nelle scorse settimane dall’aumento dei rendimenti obbligazionari europei.

I prossimi aumenti BCE potrebbero arrivare a fine 2026
La possibilità di un nuovo aumento dei tassi a dicembre trova conferma anche nei Futures; l’indice aggiornato al 27 ottobre prevede che entro fine anno l’Euribor a 3 mesi arrivi a 2,86% portando la rata del mutuo standard, come detto, a 635 euro.

Per il 2027 le aspettative sono di ulteriore rialzo: sempre guardando ai Futures, emerge che il mercato si aspetti un ulteriore incremento dell’indice Euribor, che dovrebbe arrivare a superare il 3,30% nel secondo semestre del prossimo anno, con una rata del mutuo variabile standard che, quindi, arriverebbe a sfiorare i 670 euro. Se da inizio anno ad oggi i mutuatari con finanziamento variabile standard hanno già speso 200 euro in più di interessi rispetto alla rata iniziale, qualora le previsioni fossero corrette, nel 2027 spenderanno quasi 960 euro in più.

Cresce l’importo medio richiesto, calano le surroghe
Come sta andando la richiesta di mutui? Secondo l’Osservatorio Facile.it – Mutui.it, nei primi nove mesi del 2026 l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è aumentato dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, arrivando a 139.644 euro. Stabili il piano di restituzione medio, pari a 25 anni, e il Loan to Value (vale a dire il rapporto tra valore del mutuo e il valore dell’immobile) pari a 74%.

Cala l’età media dei richiedenti che scende a poco più di 39 anni (era quasi 40 e mezzo lo scorso anno); limitando l’analisi alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media scende a 37 anni (era 38 nei primi nove mesi del 2025). Diminuisce anche il peso delle surroghe, che passa dal 25% al 18%. Il tasso fisso si conferma quello preferito dagli italiani (94% delle richieste), ma va notato che, rispetto allo scorso anno, la quota di chi ha optato per il variabile è salita dal 2% al 6%, spinta soprattutto dalle ottime condizioni offerte nella prima parta del 2026, prima che la BCE tornasse ad aumentare gli indici.

Si accorcia la distanza tra fisso e variabile
Secondo l’analisi di Facile.it, attualmente le migliori offerte sul mercato sono quelle a tasso variabile, ma la distanza con i fissi è minima e la possibilità che gli indici risalgano nei prossimi mesi è quasi certa.

Guardando alle migliori offerte sul mercato, secondo le simulazioni di Facile.it realizzate prendendo a campione un finanziamento da 126.000 euro con piano di ammortamento in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile, i migliori tassi variabili disponibili online partono da un TAN pari a 2,83%, con una rata iniziale di 586 euro.

Si tratta di circa 24 euro in meno rispetto alle migliori offerte a tasso fisso, che invece partono da un TAN pari a 3,19% e una rata di 610 euro. Ad ottobre il parametro di riferimento per questa tipologia di mutui, l’Eurirs ha mostrato lieve flessione rispetto all’inizio del mese e questo potrebbe tradursi, nelle prossime settimane, in un miglioramento delle condizioni offerte alla clientela.

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