(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo non aumenterà l'offerta su Banca Monte dei Paschi di Siena. "Assolutamente no", ha risposto l'AD Carlo Messina a margine della Giornata del Risparmio a Roma, a chi gli chiedeva di un possibile rilancio.

Commentando l'esito dell'assemblea straordinaria del Monte di ieri, Messina ha parlato di "una risposta chiara e con proporzioni veramente molto significative. Un consenso assoluto ad andare avanti con la nostra offerta". Ora, ha spiegato, "l'antitrust sta facendo le sue valutazioni, io credo che ragionevolmente entro la fine di novembre si dovrebbe completare il percorso, naturalmente dipende dall'autorità". Il banchiere, secondo il resoconto di ANSA, ha ribadito "piena fiducia" in un esito che consentirà di completare l'operazione.

Sul fronte dei timori per l'occupazione in MPS, Messina ha assicurato che nel progetto di Intesa "c'è una totale garanzia di occupazione e c'è una totale garanzia di assunzione di giovani, cosa che nei progetti di altri non sempre si trovano". "Credo che sia la migliore garanzia per il territorio, per le persone", ha aggiunto, sottolineando che "la mia sensibilità sul fronte delle persone è, credo, uno dei punti di forza della nostra banca". L'AD ha poi annunciato che Intesa investirà "fortemente sul territorio". A suo giudizio, "venute meno queste strategie difensive", è bene "guardare con grande serenità quelle che sono le nostre proposte e non strumentalizzare in modo negativo".

Messina è intervenuto anche sulla manovra, rispondendo al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che nel suo intervento aveva rivendicato l'aiuto dato dallo Stato alle banche negli anni passati. L'AD ha confermato un giudizio "estremamente positivo sull'operato di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti" nella "gestione del bilancio pubblico". Ha però osservato che "ci debba essere un giusto equilibrio su tutti i soggetti che generano reddito e vedo una concentrazione sul settore bancario". Messina ha ribadito la sua contrarietà ai contributi chiesti alle banche e ha richiamato l'accordo triennale da 10 miliardi siglato lo scorso anno. "Il ministro ha giustamente sottolineato l'importanza della parola, e il rispetto della parola rappresenta il presupposto per la fiducia", ha detto. "Nel caso delle banche questo non è avvenuto perché l'accordo dello scorso anno per tre anni ha visto un ulteriore contributo quest'anno".