(Teleborsa) - "La manovra per il 2027 annunciata dal governo si muove lungo una linea di equilibrio e responsabilità che condividiamo. In una fase ancora caratterizzata da incertezze internazionali e da una crescita economica che ha bisogno di essere consolidata, la scelta di tenere insieme la stabilità dei conti pubblici e il sostegno all’economia reale rappresenta un segnale importante. La prudenza nella gestione della finanza pubblica non è un limite alle politiche di sviluppo, ma una condizione essenziale per renderle credibili e durature. Un Paese che mantiene i conti in ordine rafforza la fiducia dei mercati, tutela il risparmio e crea condizioni più favorevoli per gli investimenti delle imprese. Valutiamo positivamente, in particolare, gli interventi di riduzione dell’Irpef, perché alleggerire il carico fiscale sui redditi significa restituire capacità di spesa alle famiglie e contribuire a sostenere i consumi interni, che costituiscono una componente fondamentale della crescita. È una scelta che può produrre benefici diretti anche per il sistema produttivo, soprattutto per le piccole e medie imprese, il commercio, l’artigianato e i servizi, che dipendono in misura significativa dalla domanda interna. Altrettanto apprezzabili sono le agevolazioni previste sul fronte degli affitti, perché il costo dell’abitazione incide sempre di più sui bilanci familiari, sulla mobilità dei lavoratori e sulle opportunità dei giovani". Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.


"Le piccole e medie imprese devono restare al centro della politica economica del Paese. Costituiscono l’ossatura del nostro sistema produttivo, garantiscono occupazione, presidiano i territori e rappresentano una componente decisiva della capacità italiana di creare ricchezza. Per questo, accanto alle misure che sostengono il potere d’acquisto e i consumi, è importante proseguire lungo la strada della riduzione degli oneri burocratici, di un accesso al credito più semplice e di incentivi stabili agli investimenti, all’innovazione e alla crescita dimensionale. Le PMI non chiedono privilegi, ma condizioni eque per competere, programmare e investire. Sostenere le piccole imprese significa sostenere concretamente l’economia italiana, perché è soprattutto attraverso la vitalità del suo tessuto imprenditoriale diffuso che il Paese può trasformare la stabilità finanziaria in sviluppo e nuova occupazione".

"Naturalmente, nessuna legge di bilancio può risolvere da sola tutti i problemi strutturali dell’economia italiana. Restano centrali il rafforzamento della produttività, il rilancio degli investimenti privati e la competitività delle imprese di minori dimensioni. Ma sarebbe sbagliato sottovalutare il valore di una manovra che, pur nei vincoli delle risorse disponibili, cerca di distribuire i benefici senza compromettere gli equilibri finanziari. La stabilità non deve essere considerata un obiettivo alternativo alla crescita: al contrario, ne costituisce uno dei presupposti. È su questa impostazione che il governo può costruire un percorso di sviluppo solido, capace di rafforzare la fiducia delle famiglie e delle imprese. La sfida, adesso, è fare in modo che questa impostazione si traduca in opportunità concrete soprattutto per quella vasta comunità di piccoli e medi imprenditori che, ogni giorno, contribuisce alla tenuta economica e sociale dell’Italia" aggiunge il presidente di Unimpresa.