(Teleborsa) - Decine di manifestazioni in Italia, da Nord a Sud, per lo sciopero generale indetto da USB e sindacati di base contro il caro vita ma anche riarmo. Allerta massima, in particolare nelle città già teatro di scontri e devastazioni le scorse settimane: centro presidiato a Milano, Colosseo blindato, misure ferree a Bologna e Torino. Mentre il Viminale assicura: "Isoleremo i violenti".
Manifestazioni da Nord a Sud
Al momento, qualche tensione ma tutto si sta svolgendo senza particolari incidenti. Sono state segnalate cariche in piazza Castello a Torino da parte delle forze dell'ordine contro il corteo degli studenti e degli antagonisti. E' stato anche azionato l'idrante per respingere i manifestanti che si erano avvicinati ai cordoni a protezione della Prefettura.
A Milano, il lungo corteo di protesta è arrivato sulla tangenziale est - chiusa preventivamente al traffico - e sta percorrendo il tratto all'altezza di via Palmanova e Cascina Gobba. I manifestanti avevano come obiettivo dichiarato proprio quello di arrivare sulla tangenziale di Milano per bloccarla "pacificamente", avevano spiegato anche ieri. Il numero dei manifestanti è salito a circa 30mila.
USB: "Siamo 1,5 milioni"
"Oltre 60 piazze in tutta Italia, con almeno un milione di lavoratori e lavoratrici che hanno aderito allo Sciopero Generale proclamato dalla Confederazione USB, 1.500.000 nelle piazze nonostante precettazioni, terrorismo mediatico e minacciosa presenza delle forze dell'ordine, una enorme presenza di studenti e giovani indisponibili a tornare a casa", sottolinea l'Usb in un comunicato sulle manifestazioni di oggi. "A Roma il corteo conta almeno centomila manifestanti, lavoratori e lavoratrici, i trattori degli agricoltori e studenti. In piazza anche i delegati del settore trasporti, colpito dall'ingiusta e illegittima precettazione del ministro Salvini" dichiarano dal sindacato, aggiungendo: "A coronare il successo della giornata di lotta l'epocale mobilitazione mondiale dei lavoratori portuali mobilitati per la seconda volta per impedire il traffico di armi, dire no alla guerra, difendere la loro professione.