(Teleborsa) - La Banca Centrale Europea dovrà probabilmente aumentare i costi di finanziamento il mese prossimo, a causa del peggioramento delle prospettive sull'inflazione. Lo ha dichiarato Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo.
Il presidente della Bundesbank, intervenendo a Berlino, ha sottolineato che persino le proiezioni di base sui prezzi al consumo, presentate a settembre, presupponevano un ulteriore intervento; da allora, il quadro è ulteriormente peggiorato.
I ripetuti picchi nei costi dell'energia aumentano inoltre il rischio di effetti a catena su altri prezzi, ha spiegato Nagel. Maggiori chiarimenti su questo fronte potrebbero emergere durante la prossima riunione di dicembre, quando i responsabili della politica monetaria disporranno di un nuovo set di previsioni economiche che arriveranno fino al 2029.
"Stando alla situazione attuale, appare quasi inevitabile un rialzo dei tassi di interesse, a meno che le prospettive sull'inflazione non migliorino in modo significativo", ha affermato Nagel.
La scorsa settimana la BCE ha mantenuto i tassi invariati, dopo averli alzati due volte dall'inizio del conflitto in Medio Oriente. Diversi esponenti dell'istituto hanno tuttavia lasciato intendere che potrebbero essere necessarie ulteriori misure; un'opinione condivisa anche da Nagel. Gli economisti prevedono un ultimo ritocco dei tassi a dicembre, mentre gli investitori ipotizzano che la stretta monetaria possa proseguire anche oltre, fino al 2027.
Secondo le stime, il rapporto di Eurostat atteso per mercoledì indicherà che, a ottobre, l'inflazione nell'area euro ha raggiunto il 4%, un valore doppio rispetto all'obiettivo fissato dalla BCE e dopo il 3,8% di settembre. L'inflazione "core" (o di fondo) – che esclude le componenti più volatili, come l'energia – dovrebbe invece essersi attestata al 2,5%.