(Teleborsa) - Sette italiani su dieci (il 70% contro il 60% della media UE) dichiarano che l'aumento dei prezzi dell'energia ha ridotto significativamente il loro potere d'acquisto negli ultimi 12 mesi. Per il 24% la riduzione è stata drastica. È quanto emerge dall'ottava Indagine sul clima della BEI, condotta da Ipsos BVA dal 3 al 25 agosto 2026 su 23.000 persone nei 27 Stati membri, di cui 1.000 in Italia.
L'indagine segnala anche che il 60% degli italiani ha già installato una pompa di calore o intende farlo entro tre anni. Si tratta della quota più alta in UE, dove la media è del 41%.
L'81% degli intervistati ritiene urgente la transizione energetica (in UE il 75%). Tra i benefici attesi, l'88% ha indicato "minore dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas", l'84% "maggiore stabilità o taglio dei prezzi dell'energia" e un altro 84% "contrasto dei cambiamenti climatici".
"Per gli italiani la transizione non si riduce all'azione climatica: significa anche garantire l'indipendenza energetica dell'Europa e rendere l'energia economicamente accessibile. Il Gruppo BEI contribuisce a trasformare queste ambizioni in realtà, finanziando le tecnologie pulite e le infrastrutture di cui l'Europa ha bisogno in un'ottica di sicurezza, competitività e resilienza", ha dichiarato la vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti.
In caso di rallentamento, l'83% teme un aumento a lungo termine dei prezzi dell'energia e del costo della vita. L'82% teme invece una maggiore dipendenza dalle importazioni. Il 64% ritiene che l'UE raggiungerà l'indipendenza energetica grazie alla transizione, contro il 38% della media europea: è il dato più alto nell'Unione.
Sul piano dei consumi, il 40% ha tagliato le spese per alimentazione o salute e il 34% ha abbassato il riscaldamento. Il 22% si è indebitato, ha chiesto un aiuto economico o ha ritardato il pagamento di una bolletta (UE: 16%).
L'88% chiede di privilegiare le fonti a basse emissioni, in primo luogo il solare (62%, contro il 52% UE). Il 49% preferisce sviluppare una base industriale europea per le tecnologie pulite anche se richiedesse più tempo, mentre il 37% sceglierebbe di ricorrere anche a tecnologie importate. La soluzione "Made in Europe" è la preferita in tutti i 27 Stati membri. Il 68% vorrebbe finanziare la transizione con risorse comuni degli Stati membri, contro il 21% favorevole a un finanziamento nazionale.
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