(Teleborsa) - L'articolato intervento del Ministro del welfare Elsa Fornero ha sottolineato, con qualche correttivo, la convergenza verso un regime contributivo del sistema pensionistico nazionale, ribadendo il concetto di equità entro le generazioni attualmente attive nel mondo del lavoro, in funzione di un modello che dovrebbe garantire effetti positivi già dal 2018 e non dal 2026 come preventivato dal precedente Governo.

"Tutti devono capire, ma proprio tutti che il modo principale per fare le pensioni è il lavoro", questo è stato il modo più immediato per assicurare la presa sull'opinione pubblica di un problema, quella della previdenza, che nessun governo precedente aveva mai avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di mettere a punto.

Oltre al metodo, il Ministro Fornero ha ribadito la necessità di una flessibilità nel pensionamento che verrà accompagnato da incentivi al proseguimento dell'attività lavorativa. Per le donne l'età minima è stata fissata a 62 anni con un limite per la flessibilità fino a 70 anni. Per gli uomini invece il limite è fissato a 66 anni. Dal 2018, poi, tutti i lavoratori, uomini e donne andranno in pensione a 66 anni. Altra importante novità tra quelle elencate dal Ministro Fornero è quella di una convergenza fiscale e di trattamento verso la media dei lavoratori che verrà adottata per i regimi pensionistici privilegiati, così come un contributo di solidarietà verrà a gravare sulle pensioni più ricche.

Tema ampiamente dibattuto è stato quelle delle pensioni di anzianità. Su questo fronte è stato deciso che le donne potranno accedere alla pensione dopo un periodo lavorativo di 41 anni e un mese, che sale di un anno per i lavoratori uomini. Sarà comunque possibile andare in pensione prima dell'età minima, ma applicando sul regime di trattamento una penale. Per assicurare la messa in sicurezza dei conti dello Stato sul fronte delle pensioni il Governo ha assicurato dei vincoli finanziari molto severi per evitare, a detta del Ministro, un impoverimento collettivo delle fasce più deboli. Sull'ultimo punto trattato, quello della de-indicizzazione dal meccanismo di protezione dell'inflazione, il Ministro Fornero si è commosso, assicurando, tuttavia, che i redditi da pensione bassi, alzati a 970 Euro, dai precedenti 440 Euro, verranno salvaguardati totalmente dall'incidenza dell'inflazione.