(Teleborsa) - L'inasprimento delle condizioni meteo non porta solo maggiori rischi o disagi, stimola anche riflessioni. In effetti chi viaggia frequentemente si interroga sul come mai una, seppur copiosa, nevicata manda in tilt la circolazione dei treni che alle prime verifiche vengono di fatto bloccati? Tecnicamente le cause sono molteplici, tuttavia le maggiori deficienze vengono riscontrate per gli scambi che, ghiacciandosi, non funzionano più a dovere. In aggiunta a questo anche le portanti dell'alta tensione alle quali si aggancia il pantografo dei locomotori, per l'accumulo di ghiaccio, non permette l'ottimale conduzione di corrente elettrica. Le tratte ferroviarie più esposte sono quelle della Toscana e dell'Emilia Romagna. dove sistematicamente i disagi si verificano ogni anno. La divisione di Trenitalia deputata alla gestione tecnico-amministrativa e alla manutenzione delle infrastrutture delle ferrovie, cioè i binari e tutto ciò che ad essi è collegato, è RFI-Rete Ferroviaria Italiana, che evidentemente accetta di "rischiare" pochi giorni di disagi all'anno, piuttosto che "spendere" di più per ridurre il sottodimensionamento tecnico che l'intera rete delle ferrovie italiane accusa da sempre. Ormai non è un più una casualità, i disagi sono sistematici e ricorrenti, ma evidentemente lo sterile calcolo costi-benefici induce Trenitalia a preferire, oltreché sopportare, pesanti epiteti dai viaggiatori innervositi e sconcertati, facendo la figura dei dilettanti.