(Teleborsa) - Bankitalia cambia veste, aprendo la porta anche agli investitori europei. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento che rivaluta le quote di capitale di Palazzo Koch, fissando al 5% il limite massimo di partecipazione di ciascun socio.
Bankitalia, infatti, è un istituto di diritto pubblico partecipato al 94,33% da banche e assicurazioni private e per il 5,66% da enti pubblici (INPS e INAIL).

Secondo il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, questa "misura che riguarda il capitale della Banca d'Italia serve essenzialmente a migliorare la patrimonializzazione delle banche". "La norma consente infatti alle nuove quote rivalutate di essere incluse nel patrimonio di vigilanza delle banche ai valori rivalutati correnti. Si tratta quindi di un provvedimento che le banche gradiscono perché accresce la loro patrimonializzazione in una fase in cui si approssimano gli stress test sull'adeguatezza del capitale delle banche e sulla capacità di affrontare rischi di perdite", ha spiegato Saccomanni aggiungendo che "non c'é nessun collegamento diretto sull'operazione di copertura dell'abolizione della rata dell'IMU".
I soci di Palazzo Koch, infatti, dovranno pagare un'imposta del 12% sulle quote rivalutate, generando un incasso per l'erario stimato in circa 1,2 miliardi di euro.

L'inquilino di via XX settembre ha precisato poi che il tetto al 5% per la partecipazione "lascia la porta aperta a investitori europei". I soggetti italiani ed europei autorizzati ad entrare nel capitale dell'istituto di via Nazionale saranno quindi: banche, fondazioni, assicurazioni, enti ed istituti di previdenza, inclusi fondi pensione.
Bankitalia assumerà dunque la struttura di una public company "di cui nessuno avrà il controllo". Per favorire il rispetto del limite del 5%, la Banca d'Italia potrà acquistare temporaneamente le quote di partecipazione in possesso di altri soggetti.

La Banca d'Italia viene poi autorizzata ad aumentare il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie sino a 7,5 miliardi di euro e a distribuire dividendi annuali per un importo non superiore al 6% del capitale.

Si attende ora l'ok della BCE, previsto per la prossima settimana, anche se "abbiamo l'opinione positiva della Consulenza legale della BCE", ha riferito Saccomanni aggiungendo che la norma va "nella giusta direzione" nel garantire l'indipendenza di Palazzo Koch, come richiesto dalla BCE.