(Teleborsa) - Dello stato di salute che la BCE ha voluto evidenziare con gli stress-test per le banche europee ,è proprio quello delle banche italiane che desta maggiore preoccupazione. In particolare le banche del "bel Paese", hanno bisogno di più fondi rispetto a quelle europee, per affrontare senza rischi e sofferenza un ipotetico scenario "recessivo".

Banca MPS la terza più grande banca italiana, Banca Carige e altri due più piccoli istituti di credito cooperativo, hanno uno squilibrio di capitale rispetto all’assetto attuale di 3,3 miliardi di euro, che deve essere reintegrato, in quanto gli interventi di quest'anno non sono stati sufficienti, come dimostrano i dati raccolti dalla BCE.

Il Ministero dell’Economia italiano ha detto in un comunicato che sono "sicuri che le carenze residue saranno coperte attraverso ulteriori operazioni di mercato e che l'elevata trasparenza garantita dalla valutazione globale, permetterà di completare facilmente tali operazioni."

Il Presidente dell'ABI, Antonio Patuelli da parte sua ha dichiarato: "dai rigorosi esami europei emerge un mondo bancario italiano complessivamente solido, anche con gli ingenti aumenti di capitale effettuati, e pronto a sostenere la ripresa con nuovi prestiti a imprese e famiglie. Tutte le banche italiane hanno superato gli esami relativi alla qualità dei prestiti in atto. Gli stress test hanno ipotizzato per l'Italia scenari particolarmente estremi e solo su questi teorici scenari si sono rivelate alcune necessità di ulteriori rafforzamenti di carattere patrimoniale".

Delle 13 banche che la BCE avrebbe identificato come "avere bisogno di ulteriori capitale", quelle greche sarebbero due e per le quali sarebbe stato disposto un regime di esenzione, perché quelle elleniche avrebbero già in corso una dinamica di "rientro".