(Teleborsa) - Se è vero che le norme sull'istruzione pubblica contenute nella Legge di Stabilità 2015 liberano 1 miliardo di euro di finanziamenti per assunzioni e formazioni, è altrettanto vero che saranno operati molti tagli, spesso nefasti per il settore.

Tra i provvedimenti più dannosi vi sono il blocco degli stipendi dei dipendenti fino al 2015, la riduzione di spesa al comparto superiore al 1 miliardo, la sparizione della figura del vicario del preside, il ridimensionamento del personale distaccato, il taglio delle supplenze brevi, la perdita di altri 2.020 Ata. La politica dei tagli ad oltranza toccherà anche gli atenei pubblici, l’Afam e gli Enti di ricerca, sostiene l’associazione sindacale Anief dopo aver effettuato un focus sulla Legge di Stabilità 2015 relativo ai settori della Conoscenza.

"Se la stabilizzazione di 150 mila precari è dovuta alla recente sentenza della Corte di Giustizia UE, è evidente che non si può pensare di finanziare una qualsiasi riforma della scuola con nuovi tagli" ha commentato Marcello Pacifico, Presidente del sindacato della scuola Anief.