(Teleborsa) - Sono atterrati all'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma con un volo di linea da Istanbul intorno alle 17 e sono adesso attesi a Siena dove potranno iniziare la loro nuova vita in un alloggio messo a disposizione dalla Caritas e dall'Arcidiocesi. Mustafà al-Nazzal, il bambino di cinque anni nato senza arti per colpa di un bombardamento aereo con armi chimiche in Siria, e suo padre Munzir, cui è stata amputata la gamba destra, protagonisti dello scatto "Hardship of Life" che ha fatto il giro del mondo diventando immagine simbolo del dramma siriano, sono da questa sera in Italia. Con loro anche la mamma del piccolo, Zeynep, e le due sorelline.


Ad attenderli, scortati dalla Polizia fin dal momento dello sbarco ed accolti con il benvenuto di Aeroporti di Roma (ADR), delegati del Sipa insieme con molte troupe televisive. Mustafà è arrivato in braccio al suo papà, seduto su una sedia a rotelle spinta da un addetto di Adr Assistance. Il piccolo e la sua famiglia hanno poi raggiunto l'uscita del Terminal 3 dell'aeroporto.

Durante il breve transito, Mustafà ha continuato a salutare, sorridere e a mandare baci.