(Teleborsa) - Un ciclo di strette aggressivo spaventa Wall Street, ma fa tremare anche l'inquilino della Casa Bianca Joe Biden che proprio sul caro-vita rischia di perdere le elezioni di metà mandato di novembre. La corsa dei prezzi "è la priorità numero uno, e la arresteremo nell’interesse dei cittadini", assicurava solo pochi giorni fa il presidente degli Stati Uniti.

Ma sono proprio quei cittadini a pagare il caro vita che con l'inflazione schizzata ai massimi da 40 anni, in scia al rincaro dell'energia, per fare un pieno d'auto dovranno sborsare ben 100 dollari.

Tutto ciò potrebbe tradursi in una vera e propria fuga dal partito democratico di Biden, il prossimo autunno, che si troverebbe senza la maggioranza in Congresso, negli ultimi due anni di presidenza.

Ora i fari del mercato, dopo la scossa della BCE che ha prenotato due rialzi dei tassi entro l'estate. si spostano sulla Federal Reserve, che si riunirà la prossima settimana. Il balzo dell'inflazione negli Stati Uniti all'8,6% apre la strada a strette decise da parte della banca centrale americana. Un ritocco da mezzo punto percentuale è dato ormai per scontato, la prossima settimana, ma l'attenzione degli addetti ai lavori è tutta rivolta agli appuntamenti successivi.