(Teleborsa) - Non è ancora chiara la posizione di Vivendi sull'offerta presentata dal fondo americano KKR per la rete TIM, nonostante le "interlocuzioni" avute di recente con il governo. In occasione della conference call con gli analisti per la presentazione dei risultati preliminari del terzo trimestre, il Cfo del gruppo francese, Francois Laroze ha chiarito che l'ultima parola sarà di Vivendi e che la decisione sarà presa in assemblea.

La posizione dei francesi

"La posizione di Vivendi è molto chiara: è una mossa importante per l'evoluzione di Tim, la rete è una grossa parte del gruppo". ha spiegato il manager, aggiungendo "in quanto maggiori azionisti, con oltre il 23% dei diritti di voto, vogliamo esprimere la nostra posizione ufficialmente nel corso di un'assemblea degli azionisti o di un'assemblea straordinaria".

"Credo che sia dovere di Tim dare la possibilità a tutti gli azionisti di esprimere la propria posizione", ha aggiunto Laroze, ricordando che Vivendi ha sempre sostenuto che il valore dell'operazione è di 30 miliardi.

A proposito delle diverse partecipazioni detenute da Vivendì, fra cui quella in Mediaset (ora MFE), il Cfo del gruppo francese ha spiegato "non abbiamo fretta, siamo molto pragmatici, vedremo, dipende dall'evoluzione, dai risultati mese dopo mese, poi decideremo che cosa fare".

L'offerta del fondo KKR

Entro il termine di scadenza del 15 ottobre, TIM ha ricevuto dal fondo americano KKR l'offerta vincolante per NetCo, la società in cui è confluita la rete di TIM, ed include anche la vendita di Sparkle, a società di servizi infrastrutturali internazionali. Per quest'ultima, però, gli americani hanno formulato una nuova offerta non vincolante che si tradurrà in un'offerta vincolante entro il prossimo 20 dicembre, al termine delle attività di due diligence.

Stando alle indiscrezioni circolate l'offerta di KKR per NetCo avrebbe raggiunto un valore complessivo di circa 20 miliardi di euro, più 3 miliardi di euro come "earn out" legati all'integrazione futura con Open Fiber. Per Sparkle sarebbero stati offerti solo 600 milioni. do cui 150 milioni di "earn out".

Con KKR si sarebbero mossi anche il governo che punta ad una quota del 20% con un investimento di circa 2,5 miliardi e F2i che potrebbe entrare nella partita con una partecipazione del 15%.

Governo pronto a ogni opzione

La posizione del governo intanto sembra alquanto neutrale, posto che sulla rete TIM c'è un interesse pubblico. Lo ha chiarito il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, presentando la Manovra. "Vediamo l'esito finale. Altrimenti si penserà a qualcosa di diverso ma non ci stiamo tirando indietro", ha spiegato il titolate dell'Economia, ricordando che l'offerta di KKR "rispetta gli interessi dello Stato".

"La proposta è sul tavolo, ma il tema è complesso. La decisione spetterà al CdA di TIM e all'assemblea". ha sottolineato Goorgetti, aggiungendo "non entro in questi aspetti".

Titolo TIM a picco

Le reazioni della Borsa l'indomani non sono state delle migliori. Le azioni TIM hanno ceduto circa il 6%, segno evidente che la partita è ben lontana da una conclusione. A generare malumore lo slittamento al 20 dicembre, l'ennesimo di una vicenda che si trascina da molto tempo, ed anche la vallorizzazione dell'offerta di KKR, che non ha avvicinato di molto la valutazione dei francesi.