(Teleborsa) - È disponibile online il nuovo numero di Dati Inail, il periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che dedica un focus al settore delle Costruzioni. Compartimento strategico dell’economia italiana, nel 2023 contava oltre 543mila imprese attive e più di 1,6 milioni di addetti, entrando in una fase di stabilizzazione dopo la forte crescita degli ultimi anni sostenuta da incentivi pubblici e investimenti infrastrutturali.

Nel 2024 le denunce di infortunio nel settore sono diminuite del 2,6% rispetto al 2023, passando da 45.117 a 43.931. Il dato conferma il trend decrescente avviato nel 2023, dopo l’aumento registrato nel periodo post-pandemico.

Infortuni in calo nel triennio, ma crescono quelli in itinere

Nel periodo 2022-2024 le denunce complessive si sono ridotte del 3,4%. La flessione è attribuibile soprattutto agli infortuni in occasione di lavoro, che rappresentano circa il 90% del totale e sono diminuiti del 4,7%, da 41.276 a 39.356. Di contro, gli infortuni in itinere sono aumentati dell’8,9%, passando da 4.201 a 4.575, prevalentemente a causa di incidenti con mezzi di trasporto. Nel biennio 2023-2024 si contano 436 decessi, l’86,5% avvenuti sul lavoro e il 13,5% in itinere. Nel solo 2024 i casi mortali denunciati sono stati 210, 16 in meno rispetto all’anno precedente.

Nord-Est in testa, Lombardia prima regione

Nel 2024, considerando gli infortuni in occasione di lavoro nelle Costruzioni, il Nord-Est è l’area con il maggior numero di denunce (12.331 casi, pari al 31,2%), seguito da Nord-Ovest (26,1%), Centro (21,4%), Sud (14,3%) e Isole (7,0%). A livello regionale, la Lombardia si conferma al primo posto con il 16,0% dei casi, seguita da Veneto (11,7%), Emilia-Romagna (11,5%), Toscana (9,1%), Lazio (6,1%), Piemonte (5,6%), Puglia e Sicilia (4,7% ciascuna) e Liguria (4,2%).

Denunce in aumento tra i lavoratori extra-Ue

Circa due denunce su tre riguardano lavoratori italiani (67,6%), seguiti da extra-Ue (27,3%) e comunitari (5,1%). Tuttavia, tra il 2022 e il 2024 l’aumento delle denunce interessa esclusivamente i lavoratori extra-Ue (+13,4%), mentre si registra un calo tra gli italiani (-10,0%) e i lavoratori dell’Unione europea (-10,8%). Tra le principali cause degli infortuni emergono il movimento del corpo sotto sforzo fisico (23,8%), la perdita di controllo di macchine o attrezzature (23,4%), lo scivolamento o inciampamento (22,1%) e il movimento del corpo senza sforzo fisico (17,5%).

Malattie professionali: pesano i rischi tradizionali e il clima

Nel 2024 sono state denunciate 16.766 malattie professionali, con un aumento del 29,3% rispetto all’anno precedente, confermando i cantieri edili come ambienti ad alto rischio. Al netto dei casi non codificati, prevalgono le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo (77,5%), seguite da quelle del sistema nervoso (10,3%) e dell’orecchio (9,2%). Nel biennio 2023-2024 l’incremento più marcato (+80,0%) riguarda però le patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, ancora poco diffuse ma in crescita, anche in relazione all’uso di nuovi materiali e agli effetti del cambiamento climatico.

Certificazione e formazione al centro della prevenzione

Dati Inail evidenzia il ruolo sempre più rilevante delle certificazioni dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, in particolare quelle asseverate da Accredia. Le imprese certificate mostrano infatti indici di frequenza e gravità degli infortuni significativamente più bassi rispetto a quelle non certificate, dimostrando che la certificazione rappresenta un percorso concreto di riduzione del rischio e non un mero adempimento formale.

Sul fronte della formazione, il 2025 segna l’entrata in vigore del nuovo accordo Stato-Regioni, che definisce contenuti, durata e modalità dei corsi obbligatori e di aggiornamento per tutte le figure della prevenzione. Per il settore delle Costruzioni, i corsi del progetto nazionale '16ore-MICS', definiti dal Formedil ed erogati dalle scuole edili e dagli enti territoriali, sono riconosciuti come pienamente equivalenti alla formazione generale e specifica. L’accordo disciplina inoltre l’abilitazione all’uso di attrezzature come piattaforme di lavoro elevabili, gru e macchine movimento terra, attraverso percorsi formativi dedicati con moduli teorici e pratici.