(Teleborsa) - Dopo la performance positiva del segmento utilities nel corso del 2025 (+36% di total return, sostanzialmente in linea con il +37% del FTSE Italy All Share) Equita ha deciso di mantenere un peso complessivamente neutrale nel portafoglio raccomandato. Se da un lato si attende opportunità interessanti nei segmenti infrastrutturali (reti energetiche, servizi ambientali e idrici, alla luce dei significativi investimenti richiesti e di un quadro regolatorio favorevole), dall'altro mantiene una view più neutrale sui settori della generazione elettrica e del retail (Merchant) che continueranno a mostrare elevata volatilità a causa delle incertezze geopolitiche (in particolare sui prezzi dell'energia nei prossimi 15–18 mesi e sulla crescente competizione nel segmento retail).

Sebbene le dinamiche legate ad AI e data center offrano un potenziale significativo in termini di domanda addizionale di elettricità (fino al 5% della domanda totale nel 2030 e all'11% nel 2035), secondo Equita tali effetti si manifesteranno solo a partire dal 2028. Infine, ritiene che le più recenti linee guida governative (controllo degli aumenti di prezzo e ritorno al nucleare) rallenteranno le politiche di penetrazione delle FER, con possibili ritardi nell'approvazione di nuovi incentivi (FER-X26 e FER-Z), che sono attese solo verso la fine del 2026.

Enel, Italgas, Hera ed Acea sono le meglio posizionate durante il 2026. Equita mantiene invece un approccio più neutrale sugli altri nomi regolati (Snam, Terna, Ascopiave), principalmente per motivi valutativi, e sui gruppi maggiormente esposti alla generazione elettrica (A2A, Iren ed ERG).

Enel (Buy - target price a 10,3 euro per azione, +6%) presenta ulteriori opportunità di re-leverage grazie al bilancio più solido del settore (2,5x D/Ebitda), potenzialmente traducibili in maggiori investimenti (Italia e Spagna) e in una più elevata remunerazione degli azionisti (yield 5,5%–6% nei prossimi tre anni).

Italgas (Buy - target price a 11 euro per azione, +5%) presenta il profilo di crescita più robusto nel settore regolato, combinato con un miglioramento della leva finanziaria e del dividend yield (oltre il 5% nel periodo 2025-28, in ulteriore aumento fino al 7% sull'orizzonte del piano al 2031).

Hera (Buy - target 4,7 euro per azione) beneficia di una minore esposizione al rischio retail (uscita dal mercato di ultima istanza), di un maggiore margine di manovra sul bilancio, nonché dei catalizzatori rappresentati dall'estensione delle concessioni elettriche e dalla fine del mercato STG (il nostro CAGR dell'EPS al 5% fino al 2028 potrebbe risultare prudente). Hera presenta lo sconto più elevato rispetto ai multipli storici (30% sul PE), nonostante un profilo di rischio inferiore (soprattutto nel retail) e un bilancio più solido.

Acea (Buy - target 25 euro per azione) continua a offrire opportunità di re-rating grazie alla crescente concentrazione sul business regolato (94% dell'Ebitda) e a una solida crescita sottostante attesa (CAGR dell'EPS lfl del 7% fino al 2028), con ulteriore upside derivante da opportunità di re-leverage.

(Foto: American Public Power Association on Unsplash)